Libretto Via Crucis 2026
Venerdì 3 aprile 2026
Con la parrocchia di San Marco Vecchio
Venerdì 3 aprile 2026
Con la parrocchia di San Marco Vecchio
(realizzata dal Seminario vescovile San Gaudenzio – Novara)
INTRODUZIONE: da sempre la difficoltà dei discepoli, lo scandalo che devono affrontare e superare per divenire credenti, consiste nel dover tenere insieme i due “momenti” dell'unica verità di Dio: quello della croce e quello della gloria, perché la gloria in alcun modo svuota di senso la croce, né la croce compromette, appanna la gloria. Anzi, la gloria vera di Dio sta “radicata” nella croce e l’assume. La croce, infatti, continua a custodire il criterio che permette di distinguere ciò che è divino da ciò che divino non è, quindi ciò che è umano da ciò che umano non è. Perché davanti alla croce l’uomo finalmente sa che cos’è l’amore e che lui, l’amore, lo deve imparare riconoscendosi amato. Una gloria separata dalla croce, un Cristo glorioso separato dal Gesù sofferente non direbbe la verità di Dio. Di più, tradirebbe l’uomo tradendo Dio che è amore. I missionari martiri di questo sono stati testimoni. Di un amore che li ha preceduti e condotti, fino a straripare dalle loro ferite per divenire annuncio universale di salvezza. Avviamoci, dunque, nella sequela del Signore, accompagnati da un così grande numero di testimoni. Non siamo soli nel cammino. Lui ci accompagna e ci attende. Loro stanno al nostro fianco.
Cel. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Tutti Amen
Cel. Il Signore Gesù, che patì per noi il supplizio della croce e nel mistero pasquale ci fa partecipi della sua redenzione, sia con tutti voi
Tutti E con il tuo spirito
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 19, 6-7)
Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Pilato disse loro: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa». I Giudei gli risposero: «Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
COMMENTO
La domanda "Cristo o Barabba?" ci interroga continuamente sulle nostre scelte morali. In ogni istante della nostra vita, siamo di fronte a un bivio: scegliere la via della verità, della bontà e della giustizia, o cedere alla tentazione del male, dell'egoismo e della falsità. Quel tribunale non è soltanto un episodio storico, un fatto avvenuto nel passato, ma è un processo continuo che avviene dentro di noi. Ogni volta che scegliamo l'indifferenza, il risentimento o l'ingiustizia, stiamo, in un certo senso, liberando Barabba. La vera sfida è riconoscere la presenza di Cristo nel nostro cuore per sceglierlo in ogni istante della nostra vita.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Aiutaci, Gesù, a fare la scelta giusta
Quando non abbiamo il coraggio di prendere decisioni
Quando dobbiamo affrontare delle situazioni difficili
Quando ci troviamo a scegliere fra noi stessi e gli altri
PREGHIAMO
Signore Gesù, davanti al tribunale del mondo e del mio cuore, aiutami a riconoscerti come Verità e Vita. Quando il rumore delle voci mi spinge a scegliere Barabba, donami il coraggio di scegliere Te, di restare fedele al bene anche quando costa. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA (Is 53,4-5)
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori [...] era trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità".
COMMENTO
Gesù, coronato di spine e flagellato, è il volto sofferente dell'amore che non si arrende. Nella sua umiliazione, Egli condivide il dolore dei perseguitati, dei missionari che, ancora oggi, affrontano ostilità e violenza per annunciare il Vangelo. La sua passione ci insegna che la missione non è gloria mondana, ma dono totale di sé, anche nel silenzio e nel rifiuto. La corona di spine è simbolo di un re diverso: umile, vicino agli ultimi. Chi è in missione è chiamato a portare questa stessa corona, testimoniando con coraggio la verità di Cristo perché il mondo viva.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Insegnaci, Signore, a non rispondere all'odio con altro odio
Quando soffriamo a causa di un fratello
Quando coviamo rancore nel nostro cuore
Quando ci viene difficile perdonare
PREGHIAMO
Signore Gesù, trafitto per amore e coronato di spine, insegnaci a riconoscere nella croce la forza che salva e rinnova il mondo. Sostieni i missionari e quanti soffrono per il tuo nome, perché nella loro debolezza risplenda la tua gloria. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (27, 27-31)
«Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: "Salve, re dei Giudei!". Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo».
COMMENTO
Nella Passione di Cristo, vediamo l'odio scatenato contro la bontà e l'innocenza. Questo male si manifesta oggi nei popoli oppressi, nelle vittime dell'ingiustizia e in tutti coloro che in terra di missione subiscono violenza e persecuzione per il Vangelo. I missionari, seguendo l'esempio di Cristo, accettano di portare la croce delle fatiche e delle opposizioni per sconfiggere il male con la potenza dell'amore di Dio. E anche noi siamo chiamati a non fuggire la realtà, ma ad accoglierla per rivelare, al mondo, il volto dell'Amore.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Aiutaci, Gesù, a non scegliere il male
Se ci sentiamo trattati male e siamo tentati di vendicarci
Se non riusciamo a contenere la rabbia nei gesti e nelle parole
Se ci viene facile giudicare e criticare chi ci sta accanto
PREGHIAMO
Guarda, Dio onnipotente, l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale, e fa' che riprenda vita per la passione del tuo unico Figlio. Dona forza e consolazione ai nostri fratelli e sorelle che spendono la loro intera esistenza per l'annuncio del Regno. Per Cristo nostro Signore.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA (53, 2-3.5)
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; [...] Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
COMMENTO
Signore Gesù, la tua caduta ci ricorda i tanti che, ancora oggi, sono disprezzati e oppressi. Non vogliamo chiudere gli occhi di fronte all'ingiustizia, ma il nostro impegno è, troppe volte, timido e incerto. Abbiamo bisogno di te! Della tua luce e della tua forza, per trasformare i rifiutati in compagni di viaggio, gli ostacoli in opportunità, le croci in sfide. E così ogni persona, liberata dall'Amore, diventi una vivente testimonianza di un mondo finalmente più giusto e riconciliato.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Aiutaci, Gesù, a non chiudere gli occhi davanti ai fratelli
Quando riconosciamo accanto a noi persone bisognose
Quando non ci è facile condividere quel che abbiamo
Quando riconosciamo nel mondo discriminazioni
PREGHIAMO
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa' che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua Passione, per farci vicini ai fratelli che soffrono e così partecipare alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
DAL VANGELO SECONDO MARCO (Mc 15, 20-21)
Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.
COMMENTO
Marco ci parla di un uomo, originario di Cirene, che, tornando dalla campagna, si è trovato coinvolto nel tragico evento di Gesù e costretto a portare la sua croce. È significativo che il vangelo più breve - quello di Marco - aggiunga un particolare rispetto agli altri vangeli, su quello che era un semplice passante: significa che in quel momento è avvenuto qualcosa di decisivo. L'incontro imprevisto e impattante col Figlio di Dio, che ama l'uomo fino al dono della sua stessa vita, ha reso testimone della Rivelazione lo stesso Simone. Da semplice uomo che rientrava dai campi a martire della fede, proprio nel senso di testimone, ricordato in questo testo.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Aiutaci, Gesù, a donarci a Te con sincera umiltà
Quando preghiamo solo con la bocca e non con il cuore
Quando dedichiamo del tempo a Te solo perché ci sentiamo in dovere di farlo
Quando non Ti riconosciamo nel volto del fratello che ha bisogno
PREGHIAMO
Signore, a Simone di Cirene hai aperto gli occhi e il cuore, donandogli, nella condivisione della croce, la grazia della fede. Rendici testimoni autentici, segno della tua presenza viva nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 25,40)
In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
COMMENTO
Sfamare, dissetare, vestire, accogliere, visitare sono gesti semplici di un credente che si lascia interrogare e commuovere dalla sofferenza dell'altro. Sono una testimonianza che l'azione silenziosa dell'umile di cuore grida di fronte a un'umanità indifferente. L'attenzione quotidiana alle necessità di chi incrociamo sul cammino ci educa al dono gratuito della vita. Questa è la vita quotidiana di un martire: imitare la compassione del Signore Gesù con la consapevolezza che nel volto di quelli a cui si è fatto prossimo ha incontrato lo stesso volto del Signore. La memoria di questi volti sofferenti sia il nostro panno che riflette il volto di Cristo Gesù.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Ascolta, Signore, il nostro grido!
Per i cuori degli umili che gridano di fronte ad un'umanità indifferente
Per chi non vuole accogliere, sfamare, dissetare e vestire i fratelli
Per chi ha il cuore troppo indurito per compiere anche solo un piccolo gesto di amore
PREGHIAMO
Gesù, nostro Signore, rendici attenti alle necessità dell'altro e capaci di farci prossimi. Fa' che, incontrandoti, resti impresso il tuo volto nei nostri cuori e così potremo mostrare al mondo la tua immagine. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL LIBRO DEI PROVERBI (Pr 24,16)
«Sette volte cade il giusto e si rialza, ma i malvagi soccombono nella sventura.»
COMMENTO
Il proverbio illumina la seconda caduta di Gesù come segno di una perseveranza che non si arrende di fronte al peso della missione salvifica. Il "giusto" che cade e si rialza sette volte rappresenta colui che, pur ferito dalla fragilità umana, non interrompe il cammino della fedeltà. In Cristo, questo si compie pienamente. Ogni caduta è un atto di amore che redime le nostre fragilità. La seconda caduta richiama il fallimento apparente che ogni missionario sperimenta: lo sforzo che sembra inutile, l'indifferenza di chi ascolta, la fatica fisica e spirituale. Ma nella prospettiva biblica, la missione non è mai misurata dal successo visibile, bensì dalla fedeltà nel rialzarsi. Come Gesù, anche il discepolo missionario è chiamato a rialzarsi "sette volte", cioè sempre, sostenuto dalla grazia.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Rialzaci, Signore, quando cadiamo!
Quando le difficoltà del quotidiano ci opprimono
Quando l'indifferenza ci schiaccia
Quando siamo abbattuti perché ci sembra che il mondo non voglia ascoltare la tua Parola
PREGHIAMO
Signore Gesù, che sei caduto ancora sotto il peso della croce, donaci la forza di non scoraggiarci nelle nostre cadute. Rendici missionari perseveranti, capaci di rialzarci ogni volta, di riprendere il cammino con cuore rinnovato, di portare il Tuo Vangelo anche quando il mondo non ascolta. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO LUCA (Lc 23,27-28)
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli."
COMMENTO
Nel momento della sofferenza più intensa, Gesù non pensa a sé, ma a coloro che lo circondano. La sua attenzione alle "figlie di Gerusalemme" rivela un cuore totalmente missionario, capace di compassione anche nel dolore. Egli invita queste donne non solo a compatirlo, ma a convertire il loro pianto in un grido di consapevolezza: il male non è solo quello che colpisce Gesù, ma quello che abita il cuore umano e distrugge la vita. In questa stazione, la missione si manifesta come sguardo che educa alla verità: Gesù insegna che la vera compassione non è pietà sterile, ma impegno a cambiare il cuore. Il missionario, come Cristo, non si limita a consolare, ma aiuta a discernere, ad aprire gli occhi sulla necessità di conversione personale e sociale.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Donaci, Signore, un cuore missionario
Se teniamo lo sguardo fisso su noi stessi e non verso il prossimo
Se non siamo capaci di amare, educare e correggere
Se non ci sappiamo fermare davanti al dolore dei fratelli e delle sorelle
PREGHIAMO
Signore Gesù, che nel dolore hai saputo ancora consolare, insegnaci a non fuggire il pianto degli uomini, ma a condividerlo con tenerezza e verità. Rendi la Tua Chiesa missionaria della compassione, capace di consolare e di educare, di amare e di ammonire, di piangere con chi piange e di rialzare chi è caduto. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
LIBRO DELLE LAMENTAZIONI (Lam 3,27-32)
È bene per l'uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto; cacci nella polvere la bocca, forse c'è ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni. Poiché il Signore non rigetta mai... Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia.
COMMENTO
Nel cadere per la terza volta sotto il peso della croce, Gesù ci insegna la perseveranza nella missione, anche quando tutto sembra crollare. Il missionario, come Cristo, affronta la fatica, l'incomprensione e la solitudine, ma non si arrende e fa affidamento nella speranza. In questa caduta vediamo l'amore che si rialza per amare, che continua a donarsi nonostante le cadute. È un invito a portare il Vangelo fino ai confini della terra con lo stesso spirito: non fermarsi davanti agli ostacoli, ma rialzarsi sempre, perché ogni persona raggiunta è un passo verso la redenzione del mondo.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Donaci, Signore, la perseveranza
Quando tutto sembra crollare
Quando la fatica e l'incomprensione sembrano schiacciarci
Quando non siamo determinati a testimoniare il Vangelo
PREGHIAMO
Signore Gesù, nei momenti in cui ci sentiamo particolarmente fragili, vieni e rialzaci. Fa' che la nostra debolezza non ci impedisca di camminare, ma ci renda più umili e docili alla grazia del tuo amore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 19,17-18.23-24)
«Egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: "Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca"».
COMMENTO
Contempliamo Gesù privato di ogni dignità. Questo gesto impietoso ci interpella come missionari: siamo chiamati a spogliarci dell'orgoglio, del possesso per rivestirci di Cristo. In molte parti del mondo l'annuncio del Vangelo passa attraverso una testimonianza povera, priva di potere ma ricca di compassione. Gesù ci mostra che solo chi si fa piccolo e vulnerabile può incontrare davvero l'altro. Come missionari, siamo inviati a servire, a donarci, a vivere una solidarietà che passa per la croce, certi della gloria che ci attende.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Liberaci, o Signore
Dal nostro orgoglio che prevarica i fratelli
Dal desiderio di possesso che ci porta a vedere le persone come oggetti
Dalla paura di non essere mai abbastanza
PREGHIAMO
Signore, aiutaci a spogliarci del superfluo, delle vanità, dei desideri egoistici, per vestire la tua povertà e servire i fratelli con umiltà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 27,33-38)
Giunti a un luogo detto Golgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei». Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
COMMENTO
Quanta violenza ha patito il Signore e quanta, ancora oggi, ammorba il mondo: fino a quando, Signore? La violenza dell'uomo avrà mai fine? Tanti contesti nel mondo hanno bisogno dell'annuncio di una buona notizia! È fondamentale che anche nei luoghi dove la speranza sembra persa, ci siano uomini e donne capaci di parlare un linguaggio nuovo, di pace e salvezza! Molto spesso l'azione missionaria richiede il saper andare controcorrente, combattendo tutte quelle ideologie che fanno della violenza il contenuto e il metodo. I missionari martiri ci ricordano che la sofferenza di Cristo è l'unico antidoto contro la barbarie del mondo, trasformando le apparenti sconfitte in annunci di risurrezione.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Donaci un cuore puro capace di bene
Per non accettare la violenza nel mondo
Per unirci sempre alle sofferenze dei fratelli
Per essere testimoni della Verità nella Carità
PREGHIAMO
Signore Gesù, facci portatori di pace e di speranza nel mondo, cominciando dalle nostre famiglie, aiutaci ad essere testimoni di un messaggio diverso: il tuo. Dacci il coraggio di andare controcorrente e di non fuggire nell'ora della prova. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 27, 45-50)
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Eli, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
COMMENTO
La morte di Gesù sembra una sconfitta: pensiamo allo smarrimento degli apostoli, agli ebrei che aspettavano il Messia. L'uomo che doveva liberarli è appena morto! Il Signore rompe gli schemi, mettendo in discussione l'idea che abbiamo di Dio e dell'uomo. Impone una sosta. Impone una riflessione. Avvia dei processi. Nessuno, infatti, avrebbe creduto possibile la risurrezione, eppure è fiorita proprio al centro del suo sacrificio. E noi, che abbiamo fatto della sequela il nostro destino, ogni giorno riprendiamo la tessitura di questo annuncio, di questa vita, perché la testimonianza se ne possa nutrire e così diventi credibile agli occhi degli uomini bisognosi di Speranza.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Donaci la Grazia di riconoscerci sempre amati da Te
Quando ci sentiamo soli e non desiderati
Quando non comprendiamo i tuoi disegni per ognuno di noi
Quando non troviamo un senso alla sofferenza
PREGHIAMO
O Dio incarnato, che hai conosciuto fino in fondo il senso dell'abbandono e del dolore, sostieni la nostra debolezza nei momenti di fragilità umana e spirituale, perché con il tuo esempio, sappiamo essere tuoi credibili testimoni. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 27, 54-55)
Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!". C'erano là anche molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo.
COMMENTO
Non si è mai totalmente soli quando si muore per amore. È stata questa la morte di Gesù. Lui che non ha fatto della sua vita un "tesoro geloso", ma l'ha totalmente condivisa, spezzata. Per questo viene deposto dalla croce ... per fare di sé stesso un seme che, se non muore, rimane solo, ma se muore porta molto frutto. Quante vite di missionari e missionarie sono state così. Hanno interpretato fino allo spasimo questa unica Vita che è diventata la loro. Non si sono tirati indietro. Sono rimasti. E dal loro dolore, dal loro sangue sono germinate comunità di testimoni.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Insegnaci a fare della nostra vita un dono per i fratelli
Quando vogliamo scappare dalla sofferenza o dalle difficoltà
Quando pensiamo solo a noi stessi
Quando ci rendiamo spettatori inattivi del mondo
PREGHIAMO
Dio e Padre nostro, ai piedi della croce abbiamo imparato che tu sei amore e che noi ne siamo il frutto. Manda il tuo Spirito che ci renda capaci di custodire e di condividere questa verità essenziale della tua e della nostra vita. I tuoi martiri lo hanno fatto. Rendici audaci: donaci la loro stessa audacia. Aiutaci a contrastare la nostra pusillanimità, perché la tua verità si diffonda e gli uomini e le donne abbiano vita in abbondanza. Per Cristo nostro Signore.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (Mt 27, 59-61)
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Magdala e l'altra Maria.
COMMENTO
Tutto è compiuto perché tutto principia. Non ci sono pietre che lo possano segregare. La risurrezione, la Pasqua è il destino, suo, ma anche nostro, quello di tutti, del mondo intero. Sarà questo il messaggio delle donne. Sarà questo il messaggio dei discepoli. Un annuncio che non è rimasto ostaggio di parole, ma che ha intriso vite. Vite insaporite. Vite da mangiare. Un pasto, dunque, è la testimonianza. Un pasto sacro in cui la Vita si comunica nel dono che ciascuno fa della sua.
RESPONSORIO
Ad ogni invocazione rispondiamo: Rendici testimoni, Signore, della vera Pasqua
Quando non comprendiamo fino in fondo quello che Tu fai per noi
Quando Ti offri a noi, particolarmente nell'Eucaristia
Quando ci inviti a seguirti sulle strade della vita
PREGHIAMO
Ci affidiamo a te, Signore, Dio della speranza. Affidiamo la nostra fede incerta, il nostro amore tiepido, perché tu li irrobustisca, rendendoli annuncio di una umanità rinnovata. L'esempio dei missionari martiri ci invita a prendere il largo, ad abbandonare i nostri "luoghi di conforto" per solcare il mare promettente e insidioso della vita, sapendo che la "Terra Santa esiste e che l'Amore perfetto esiste". Una Terra e un Amore di cui ci hai fatto dono nella tua croce e risurrezione, invitandoci a farli fruttificare. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
(Tratta dalla preghiera per i cristiani perseguitati del Monastero di Bose)
Cel. Cristo ci ha riconciliati nella sua morte per presentarci a sé santi e irreprensibili.
R. Noi ti preghiamo, Signore.
V. Hai proclamato beati i perseguitati per il tuo Nome:
sostieni e rallegra i cristiani osteggiati nel mondo. R.
V. Hai mandato i tuoi discepoli come pecore in mezzo ai lupi:
fa' che le tue pecore siano pacifiche e resta sempre il loro pastore. R.
V. Hai profetizzato ai tuoi inviati la persecuzione:
mantieni la Chiesa vigilante e preparata per la prova. R.
V. Hai ispirato la difesa ai tuoi discepoli:
manda il tuo Spirito su chi è oltraggiato per te. R.
V. Hai chiesto ai tuoi discepoli di amare i nemici:
fa' che i credenti in te preghino per i loro persecutori. R.
V. Hai rivelato che il chicco di grano se muore dà frutto:
aiutaci ad accettare gioiosamente di morire per te. R.
Cel. Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO
Cel. Il Signore sia con voi
Tutti E con il tuo spirito
Cel. Dio, che nella passione del suo Figlio ha sconfitto la morte, vi conceda di seguirlo con fede sulla via della croce, per entrare nella gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
Tutti Amen
Cel. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
Tutti Amen
Cel. Andate in pace
Tutti Rendiamo grazie a Dio
“GENTE DI PRIMAVERA”
Giornata di preghiera e digiuno per i Missionari Martiri 2026