Storia dei Barnabiti a Firenze - Villa sopra 'Madonna della Quercie'
Villa sopra 'Madonna della Quercie'
La famiglia Del Grasso, abitante al centro di Firenze, nel Quattrocento, possedeva una tenuta, composta da una villa, da una casa rustica del contadino, una cappella e un vasto appezzamento di terra coltivata a vigneto e frutteto, lungo l’attuale Via Madonna della Querce: vi trascorreva le ferie estive. La presenza di una querce, presso una cappella dedicata alla Vergine, sempre lungo la stessa strada, era il punto di riferimento per la tenuta della famiglia Del Grasso: ‘sopra la Madonna della Querce’. Dopo diversi passaggi della Villa dai discendenti dei proprietari ad altre famiglie, il podere della Querce fu preso in affitto dal senatore Filippo Guadagni, perché confinava con la sua proprietà, l’attuale Villa Pestellini-Martini, in Via della Piazzola 52.
Tra il settembre 1773 e il gennaio 1774 il complesso della Querce fu comprato dall’Abate Paolo Rossi, prestanome del Granduca Pietro Leopoldo I (1747-1792). La Villa fu arredata e attrezzata, la casa rustica fu ampliata e incorporata in un vasto fabbricato con serre, rimesse e scuderia, per i cavalli del granduca e del suo seguito. A piano terra, sei stanze, una vasta cucina con il forno, il camino e il pozzo. Al primo piano, piano nobile, la villa granducale presentava sei stanze, una vasta sala e un bagno. L’ultimo piano, uguale al piano sottostante. Questa struttura con la facciata e il portone d’ingresso, in Via della Piazzola 44, è rimasta inalterata.
Il 3 giugno 1850, il granduca Leopoldo II (1797-1870), detto Canapone, presago, forse, della tempesta politica, che stata addensandosi sugli stati italiani, vende la proprietà, per 57000 lire a Girolamo Pagliano (agitazioni di democratici, nonostante la concessione della costituzione nel 1848, la II Guerra di Indipendenza, che nel 1859 lo costrinse ad abdicare in favore del figlio Ferdinando IV di Lorena (Firenze 1835-Strasburgo 1908. L’11 agosto 1859 l’assemblea toscana voterà la decadenza della dinastia lorenese e il plebiscito dell’11-12 marzo 1861 sanzionerà l’annessione di Firenze e della Toscana al Regno di Sardegna, che il 17 marzo il Parlamento Piemontese proclamerà Regno d’Italia: re Vittorio Emanuele II). Il nuovo proprietario unì le strutture, formando un unico casamento, alquanto irregolare, dovendo seguire la sinuosità di Via della Piazzola: voleva costruire un grande e capace pensionato. La megalomania del Pagliano (aveva inventato un miracoloso sciroppo, capace di guarire ogni malattia, comprò le antiche prigioni di Firenze, ‘le ’Stinche’, trasformandole nell’attuale Teatro Verdi), provocò il fallimento: tutti i suoi beni, a richiesta della banca Ardouin, furono messi all’asta.