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Storia dei Barnabiti a Firenze


I Barnabiti in Toscana

In Toscana, a Pisa e a Pescia, i Barnabiti hanno svolto il loro apostolato.
Oggi la loro presenza è a Firenze e a Livorno.

- PISA
Chiamati, nel 1594, dal Granduca Ferdinando I, in intesa con l’Arcivescovo Carlo Antonio Del Pozzo, i Barnabiti svolsero il ministero sacerdotale nella Chiesa di San Frediano.
Nel 1632, dietro istanza di Monsignor Arcivescovo Giuliano dei Medici, assunsero la direzione delle       scuole, istituite nella loro casa, presso la Chiesa di San Frediano: durò sino al 1783.
Leopoldo II (Vienna 1747-1792), figlio di Maria Teresa e di Francesco I di Asburgo-Lorena, ereditò, nel 1765, il Granducato di Toscana, che resse con il nome di Pietro Leopoldo I.
Nei riguardi della Chiesa applicò rigidi criteri giurisdizionali e appoggiò le correnti gianseniste, che      facevano capo al vescovo Scipione Ricci.
Nel 1783 soppresse il tutto il Granducato gli ordini religiosi: i Barnabiti si ritirarono da Pisa.
Nel 1790 spirato, a Vienna, l’imperatore Giuseppe II, fu chiamato alla successione suo fratello, Pietro           Leopoldo I, granduca di Toscana, assumendo il nome di Leopoldo II.
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Sant'Antonio Maria Zaccaria
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ALTRE INFORMAZIONI SUI BARNABITI
  • Chi sono i Barnabiti
  • Il carisma
- PESCIA
La fondazione da parte dei Barnabiti a Pescia, risale al Venerabile Antonio Pagni, fondatore della Congregazione dei Preti della Santissima Annunziata, che volle unire all’Ordine dei Barnabiti, che, con il permesso del Granduca Cosimo II (1590-1621), si stabilirono in città.
L’unione, realizzata il 4 ottobre 1623, fu confermata dalla Bolla di Urbano VIII il 24 giugno 1624.
La cittadinanza insisteva che i Barnabiti aprissero delle scuole: furono aperte soltanto nel 1684, per la mediazione del Barnabita Arcivescovo di Firenze (1683-1701) Card. Giacomo Morigia (1633-1708).

Le scuole sviluppavano grammatica, umanità e retorica. Durarono sino al 1782, quando il Granduca Leopoldo I, indispettito perché i Barnabiti non vollero subentrare nei collegi dei Gesuiti, soppressi nel 1773, deliberò di cacciarli dal suo stato.

- LIVORNO
A Livorno, i Barnabiti, svolgono, ancora oggi, il ministero sacerdotale, nella Chiesa di S. Sebastiano. 
I Barnabiti, chiamati a Livorno dall’Arcivescovo Giuliano dei Medici, nel 1629, svolsero il ministero di penitenzieri. P. Pellicani e P. Gaudenzio Solari i primi sodali della comunità.
Significativa la partecipazione dei Padri nella cura dei malati di peste, scoppiata l’anno dopo, 1630. I Livornesi fecero voto a San Sebastiano: implorarono il Granduca Ferdinando II (1610-1670) che edificasse una Chiesa in onore del Santo. I Barnabiti, ai quali fu affidata l’ufficiatura, costruirono accanto alla Chiesa la loro casa, con il sostanzioso contributo della municipalità, dell’arcivescovo e dei privati. Benedetta la Chiesa nell’agosto del 1633, i Padri vi potevano alloggiare già accanto.
Nel 1650 i Barnabiti ebbero l’incarico di dirigere le scuole pubbliche nel Collegio di S. Sebastiano.
Costretti a ritirarsi da Pietro Leopoldo I nel 1783, ma richiamati nel 1791, ripresero la direzione delle scuole, che tennero sino al 1867.
P. Filippo Villa (1836-1912) e P. Michele Testi (1872-1933) ripresero l’apostolato scolastico: il primo fondò l’Accademia Cesare Cantù, il secondo aprì l’Istituto ‘Pio Alberto Del Corona’, il quale, però per troppe difficoltà, durò solo 5 anni, dal 1919 al 1924.
Oggi i Barnabiti, sempre nella Chiesa di San Sebastiano, continuano il ministero sacerdotale.


- FIRENZE
Essere presenti a Firenze, capitale del Granducato di Toscana, non era un pio o vago desiderio di qualche Barnabita, che già svolgeva il ministero sacerdotale nelle città di Pisa, Pescia, Livorno: era una legittima aspirazione della Congregazione, interessata, giustamente, ad avere contatti diretti con il governo.
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Case e vicende dei Barnabiti a Firenze

I luoghi della presenza barnabitica a Firenze, presentati in ordine cronologico, sono:
  1. San Carlino
  2. Villa Caglieri
  3. Villa sopra Madonna della Quercie
  4. Collegio Alla Quercie
  5. Lo studentato
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