PARROCCHIA B.V.M. MADRE DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Martedì 11 dicembre 2007 ore 21
Sala del Teatro via Dino Compagni 10
CONFERENZA E DIBATTITO SUL TEMA
I condizionamenti e le dipendenze nella società moderna e il loro impatto sulla famiglia
Relatore
Professor ANTONIO DE SANTI
II professor Antonio De Santi è docente dei corso
di Cristologia e dei seminario di studi La questione
dell'alterità presso l'Istituto di Scienze Religiose "Beato
Ippolito Galantini".
|
La presente conferenza si colloca non solo nel contesto
delle conferenze culturali, che la nostra Parrocchia
dallo scorso anno ha iniziato a proporre, ma anche nel
solco che la nostra Diocesi ha tracciato per il triennio
in corso. Pertanto sarà sicuramente uno stimolo per
proseguire e incentivare la nostra riflessione personale
e comunitaria sul tema della famiglia. |
|
I CONDIZIONAMENTI E LE DIPENDENZE NEL MONDO
D'OGGI E I RIFLESSI NELL'AMBIENTE FAMILIARE
1) IL RISCHIO DI UNA CATASTROFE INTEGRALE
La situazione che stiamo vivendo, a livello mondiale, ormai da tempo
rischia di portare l'umanità e la natura alla loro progressiva
distruzione. Cerchiamo di evidenziare almeno alcuni aspetti di questo
fenomeno di cui moltissimi hanno, seppure in misura differente, una
certa percezione.
A) IL DIVARIO CRESCENTE FRA NORD E SUD DEL MONDO.
La distribuzione delle risorse presenti nel pianeta è sempre
più squilibrata. Circa 200 persone nel mondo possiedono da sole
metà della ricchezza del mondo, l'altra metà appartiene a
6 miliardi di persone! ! ! Le logiche di mercato e di potere portano
alcune popolazioni sull'orlo del collasso totale. Un paese ricchissimo
come il Perù, che possiede oro in abbondanza, è costretto
a seguire i capricci delle multinazionali e non è autorizzato
neppure a toccare con un dito le proprie risorse più evidenti.
Risultato: è un paese povero, talora poverissimo. In America
Latina il 15% della popolazione detiene l'80% delle ricchezze e gode di
profonde protezioni da parte dei governi più potenti del mondo.
Gli Stati Uniti cercano di tenere sotto controllo, ma senza molto
successo, paesi come il Giappone, la Cina, il Pakistan e l'India, i
quali, a motivo della numerosa popolazione o di un notevole sviluppo
tecnologico recentemente acquisito, stanno diventando superpotenze.
L'Europa avrebbe risorse di notevole significato, ma è divisa e
le sue scelte non possono prescindere quasi mai dal potente alleato
americano, da cui importa non solo tecnologie e beni, ma anche
filosofie di vita. L'euro è una moneta debole e la
fragilità dell'Europa si misura anche dall'essere un continente
con tradizioni e caratteristiche troppo diversificate. Paesi come il
Regno Unito, ad esempio, non accetteranno forse mai di entrare in una
mentalità davvero europeistica. Il continente africano presenta
delle contraddizioni violente. Da un lato cerca l'aiuto dei paesi
ricchi per far decollare la propria economia, dall'altro utilizza le
risorse che le pervengono allo scopo di alimentare le guerre civili
ormai senza numero al proprio interno, riducendo alla fame interi
villaggi. Quasi metà dell'Africa è in mano ai Cinesi. Il
Nord America è un mondo di grosse differenze sociali, economiche
ed un terreno favorevole al nascere di sette religiose, che non hanno
di mira il bene della persona, quanto piuttosto il potere e
l'arricchimento di pochi soggetti più scaltri. L'Asia è
un mondo in grande evoluzione, che presta il fianco però a
grandi ingiustizie: dalle violenze dei fondamentalismi islamici, alla
secolare rassegnazione degli induisti, alla vita disumanizzante dei
Giapponesi, alla regolamentazione di Stato delle nascite in Cina (1
solo figlio consentito), che porta a disfarsi specialmente delle figlie
femmine, che vengono date via, alla tremenda politica del mondo
sovietico. L'Oceania è una terra chiusa al resto del mondo (vedi
problema della difficoltà di ottenere cittadinanza australiana)
poco abitata, generalmente molto ostile alla popolazione aborigena,
teatro di test nucleari (Inghilterra, Francia).
L'ITALIA assomiglia sempre più ai paesi del Terzo Mondo. Si
guadagna poco soprattutto se si è onesti. Il lavoro è
sottostimato socialmente ed economicamente. E' spessissimo precario
fino a età avanzatissime. Le tasse sono eccessive e si sta
delineando piano piano anche in Italia la divisione sempre più
marcata fra chi guadagna moltissimo e chi non ha neanche di che tirare
avanti. E' pressoché impossibile investire con buoni ricavi. Le
case costano troppo. La politica è asservita al denaro. Questa
dittatura del denaro a scapito del valore della persona sta portando le
famiglie ad una progressiva perdita della speranza in una vita di
gioiose relazioni e di relativa tranquillità
B) IL RISCHIO DI UNA CATASTROFE ECOLOGICA
Prima di tutto va detto che il pianeta terra presenta delle nuove
caratteristiche che già di per sé, indipendentemente
dall'opera dell'uomo, sono pericolose (aumento della temperatura, della
forza degli uragani, della frequenza dei maremoti, dei terremoti, delle
siccità, ecc.). Ma mai come in questo secolo il comportamento
dell'uomo è diventato importante nell'alterare gli equilibri
dell'ecosistema. Ci sono problemi di portata enorme. Il buco
nell'ozono, che ormai è esteso sopra tutta l'Antartide e oltre,
sta portando nell'atmosfera una quantità intollerabile di
radiazioni ultraviolette, ma non se ne parla più o almeno si
racconta che si è richiuso da solo. Questo comporta
necessariamente un aumento dei tumori e delle malattie, specialmente
della pelle. L'inquinamento delle società industriali scarica un
enorme quantitativo di anidride carbonica e di altri gas che hanno
prodotto malattie respiratorie e cardiocircolatorie con l'aggravante
che l'aumento della temperatura media della superficie terrestre
produce scioglimento delle calotte polari, aumento del livello dei mari
e degli oceani, dei maremoti, delle inondazioni, ecc. Le radiazioni
elettromagnetiche producono problemi gravi e sottostimati in tutto il
mondo. Una parte della terra diverrà tra poco desertica, con
diminuzione della superficie coltivabile e dell'acqua disponibile.
Quella che avrà benefici dall'aumento della temperatura, si
troverà sommersa dalla troppa acqua. La cementificazione ad
oltranza toglie terreni capaci di assorbire l'eccesso di acqua. Le
già tremende potenzialità distruttive dei fenomeni
vulcanici, tellurici, anemologici, ecc. sono rese più aspre
dall'inquinamento e dall'innalzamento medio della temperatura
terrestre. Il cibo inquinato, l'ambiguità di alcuni tentativi di
introdurre la genetica per migliorare le razze animali e vegetali,
fenomeni come quello della mucca pazza, l'influenza aviaria, le scorie
nucleari e industriali che inquinano i fiumi e i mari, la moria di
pesci, ecc., sono la spia di un vero e proprio allarme ecologico: la
genuinità dei nostri cibi. La stragrande maggioranza dei
deodoranti, dei dentifrici, dei saponi e di prodotti analoghi
contengono sostanze cancerogene, ma le ditte le continuano ad
utilizzare perché costano poco e migliorano le proprietà
di gradevolezza dei prodotti. La foresta amazzonica, il polmone del
mondo, sta per essere condotta ad una fine selvaggia, a causa del
disboscamento. La pioggia che cade dal cielo non è più
pulita come una volta, ma contiene dei pericolosi solfuri. Le centrali
nucleari non si curano di smaltire le scorie come dovrebbero e quelle
che dovrebbero essere smantellate, non lo sono. Esiste anche il
pericolo proveniente dallo spazio che asteroidi o frammenti vaganti
possano impattare sulla terra creando danni di proporzioni assai
vistose, anche di cancellare ogni forma di vita in poco tempo. Una
delle problematiche più grosse è quella del reperimento
delle fonti energetiche. Questo tipo di problematica, quella
ecologico-energetica incide sopra le famiglie nel senso di un
accentuato rischio di cataclisma, che può produrre gravi
conseguenze, nella diminuita salute anche dei più giovani, nella
indisponibilità di energia che costa troppo e si finirà
per non reperirla in quantità ragionevoli.
C) IL RISCHIO DI UNA CATASTROFE UMANA
La enorme ricchezza degli arsenali militari e delle armi nucleari che
moltissimi paesi possiedono potrebbero distruggere la terra e
l'umanità molte decine di volte. Anche se c'è una certa
attenzione mondiale ad evitare questo tipo di conflitti, non si
può dire di essere sicuri che qualcuno non usi, ora e in futuro,
le tremende bombe. C'è poi la bomba "genetica". Gli enormi
progressi della Medicina rendono ornai la clorazione umana una
esperienza possibile, con i pericoli annessi alla creazione di una
super-razza. Qualche scienziato squilibrato sta già pensando che
fra poco nessuno si riprodurrà più mediante l'atto
sessuale, per evitare così il benché minimo rischio di
malattie genetiche alla prole. Si studiano incroci selvaggi fra le
razze animali e fra animali e uomo. Il numero di guerre nel mondo
è ancora elevatissimo. Esiste poi una tragica bomba, la bomba
"morale". Aumento dell'egoismo, diminuzione della disponibilità
a soffrire, aumento della violenza sessuale e della pedofilia. Dietro
alle religioni, compresa quella cattolica, c'è una scarsa
attenzione all'elemento della responsabilità morale. Attira
l'idea di gratificazione mistica e di consolazione religiosa, ma il
rispetto dei comandamenti e la fedeltà a Dio si riducono spesso
a elementi di facciata. C'è una forma di istupidimento
collettivo dovuto alla dipendenza dei Mass Media, che hanno un potere
pressoché illimitato di spegnere il senso critico e il senso
morale. Il Grande Fratello è il modello di una televisione che
non dice la verità, ma costringe l'uomo ad accogliere come
verità quanto la TV propone. C'è sempre meno
libertà di esprimere la propria opinione, perché i regimi
di destra o di sinistra che siano, nei vari paesi del mondo, spesso,
anche quando si chiamano ufficialmente democrazie, mirano a consolidare
il proprio potere e non ad ascoltare la saggezza dei popoli. Di fronte
a problemi come l'esplosione demografica in alcune parti del mondo, gli
stati ricchi pensano non tanto a educare i popoli, ma a fornire
strumenti di contraccezione. L'immagine dell'amore e dell'amicizia che
vengono proposte sono in realtà una esaltazione dell'egoismo e
dell'interesse e i modelli prospettati con successo dai Media, quelli
vincenti, non fanno che promuovere i potenti per schiacciare i deboli
in modo sempre più evidente. L'attenzione scriteriata verso gli
stranieri, non integrata in un progetto organico di accoglienza, porta
a molte discriminazioni verso i cittadini del nostro paese e a ingiuste
facilitazioni e demagogie verso le masse crescenti di stranieri che
ormai entrano in Italia al ritmo di quasi 1 milione l'anno ma non si sa
del tutto che fine faranno.
In molti paesi del mondo il numero di aborti, divorzi, abbandoni del
tetto coniugale e della prole evidenziano una istituzione famiglia in
piena crisi. I rapporti umani si fanno malcerti, si ha la sensazione
che tutto cambi in pochissimo tempo. Si investe meno nel
matrimoniosacramento. Basta pochissimo per rovinare una famiglia,
per lasciarsi andare verso il vuoto. E' sempre più difficile
scommettere su un futuro di coppia stabile, perché ormai un
numero crescente di persone non si sente più di credere in un
amore durevole. I figli sono visti come pesi esistenziali ed economici:
evitare di metterli al mondo in un mondo così insensibile sembra
a taluni un gesto di pietà umana.
2) LA DEBOLEZZA DELL'UOMO
Di fronte a una situazione complessa e in via di peggioramento
progressivo, gli spazi di sviluppo della persona, con tutte le sue
esigenze individuali e comunitarie, paiono sempre più limitati.
C'è una sorta di debolezza dell'uomo di fronte alle ingiustizie
che si trova a subire, spesso contro la propria volontà. Come
può un bambino ribellarsi di fronte ai pedofili, che rimangono
pressoché impuniti a livello mondiale? Come può un
embrione levare la sua voce contro chi lo vuole abortire? Come
può un cittadino ottenere giustizia da processi che si celebrano
anche 15 anni dopo l'atto lesivo a cui è stato sottoposto? Come
può ribellarsi un giovane escluso dalla vittoria di un concorso,
perché gli hanno anteposto dei raccomandati? Come si può
essere sicuri del cibo che si mangia, dato che i controlli si
annunciano e poi non si fanno? Come mettersi al riparo dalle radiazioni
elettromagnetiche che ci tempestano sempre di più, causando
tumori? Come accettare società che depenalizzano la droga, che
lasciano impuniti i colpevoli, che accettano la pena di morte senza
oltretutto essere certe di uccidere un colpevole? Come essere sereni di
fronte alla equiparazione delle coppie omosessuali alle eterosessuali,
delle unioni di fatto ai matrimoni? Come essere rappresentati da
partiti che sono, più o meno, l'uno la fotocopia dell'altro, la
sinistra più conservatrice della destra e garante dei diritti di
coloro che sono già ricchi, la destra che pensa al progresso di
coloro che già sono forti e dimentica i deboli? La persona si
trova stretta in mezzo a mille condizionamenti che non vorrebbe. La TV
dà l'illusione che stiamo bene e che siamo felici, belli, sani e
capaci di fare tutto; ma quanto siamo liberi davvero?
Se non hai i soldi, aspetti anni per curarti nelle strutture pubbliche;
se cadi in disgrazia economica (alluvioni, terremoti, cataclismi), chi
ti soccorre?
Con questo, ovviamente, non voglio dire che tutto vada storto, ma
desidero svegliare ognuno da quel torpore che la falsa società
del benessere ci presenta. E' l'elemento della debolezza dell'uomo,
quello che colpisce di più nel mondo di oggi.
Un tempo c'era più rispetto per gli anziani. Oggi essere anziani
è preso quasi come un male da tenere lontano. L'anziano spesso
si ritrova solo, con poco o assente appoggio da parte dei parenti, se
ancora ce li ha. Un tempo poteva succedere che un anziano rimasto solo
fosse accolto in un'altra famiglia. Oggi di solito l'anziano è
curato meglio come medicine, ma queste costano molto. Moltissimo
costano le case di cura o di riposo. L'anziano solo fronteggia male
anche il pericolo dei furti sempre più numerosi nelle nostre
zone. Certo anche l'anziano stesso ha le sue responsabilità e le
sue colpe, ma oltre alla sua debolezza fisica deve fare i conti con un
maggiore isolamento a cui la società lo condanna.
Oggi il denaro, che è sempre stato un elemento determinante nelle società moderne, è ancora
di più al centro dell'attenzione. Chi non ne ha abbastanza,
è poco protetto e poco ascoltato. Un povero intelligente non lo
ascolterà nessuno; un ricco imbecille sarà trattato con
rispetto. Ma i molti soldi non hanno mai cambiato le persone dentro.
Nelle società attuali non c'è molta flessibilità:
certe cose si fanno solo con i soldi. Spesso chi lavora di più
è proprio quello che guadagna meno. Categorie come le
casalinghe, i dipendenti di certi settori, ecc. non sono per niente
valorizzate. Non sempre ci sono opportunità di lavoro. Persone
ricche di idee, di salute, di impegno a favore degli altri, di
iniziative, si trovano arenate di fronte al muro che viene opposto
loro: ci vogliono le finanze. Gli stati vorrebbero incamerare le
sostanze degli enti del volontariato e, per racimolare più
quattrini possibile, lanciano lotterie, gratta e vinci, bingo, che sono
un vero scandalo morale con l'etichetta però della
legalità, perché è lo stato che li propone e li
organizza. Il governo attuale addirittura incamera una parte del 5 per
mille che sarebbe destinata alle ONUS! La malattia è vista come
la cosa più inquietante. Si inizia con i test prenatali, che
pure sono cose buone, ma che molte coppie vogliono solo per eliminare
l'eventuale embrione malformato. Si pensa al test del DNA o agli
oroscopi per vedere se è giusto assumere al lavoro una persona o
no. Non si accetta l'eutanasia ufficialmente, forse perché la
maggior parte dei politici che si trova a deliberare è in una
età in cui un abuso di eutanasia potrebbe condurre a morte anche
loro, ma in Olanda ci siamo. Così facendo conta solo una cosa:
la salute fisica. Questa ovviamente è un bene grande, ma senza
pensare anche alla dimensione morale e spirituale, si riduce l'essere
umano a un prodotto di fabbrica: se è ben riuscito, si immette
nel mercato della vita; se è riuscito male, si scarta. E' chiaro
che, almeno in teoria, il sano pone meno problemi del malato; ma forse
il malato non ha diritto a vivere?
La nostra società ricerca la bellezza in maniera nevrotica.
cremine antirughe, fitness, palestra. In TV anche i bruttoni appaiono
belli, perché sullo schermo si possono fare innumerevoli magie.
I modelli che i Media ci propongono non ci consentono di essere brutti,
ma, in base alla loro sollecitazione, dobbiamo essere sempre al meglio,
al top. Chi di noi non ha mai fatto una dieta, anzi, vari tipi di
dieta, non dico quelle utili per la salute, ma quelle per eliminare i
depositi di grasso, gli inestetismi e così via. E' chiaro che la
ricerca della bellezza è una cosa legittima, ma la nevrosi per
l'immagine che perseguita la nostra mente contribuisce a rafforzare la
nostra inquietudine. E' un mondo che ci vuole giovani, ricchi, sani e
belli. Il paradosso però risiede nel fatto che le società
definite del benessere, come l'Italia, ricercano la giovinezza e,
intanto, le sue popolazioni divengono sempre più vecchie.
Ricercano la ricchezza e, intanto, divengono sempre più povere
(12 milioni di persone in Italia che vivono sotto la soglia accettabile
di tenore di vita). Ricercano la salute e le malattie aumentano,
nonostante i lodevoli sforzi e i risultati della Medicina. Ricercano la
bellezza esteriore e, intanto, sono sempre meno capaci di bellezza
interiore, che è l'amore.
E' particolarmente difficile la situazione attuale degli adolescenti:
|
LE PAURE DEGLI ADOLESCENTI
|
COMMENTO RIGUARDO A
QUESTE PAURE
|
COMPORTAMENTO DEGLI
EDUCATORI
|
|
|
|
|
1- NON ACCETTARE SE STESSI:
paure
relative al corpo, fomentate dalla TV, dalla moda della chirurgia estetica;
ossessione per l'igiene e la
bellezza
fisica; paura della malattia;
paura
di non farcela (a scuola, negli
affetti,
ecc.); senso di inadeguatezza
|
Il
ragazzo si giudica in base ai modelli
televisivi
di eccellenza estetica e di
abilità
e tutto ciò che nega questi
valori lo mette in crisi seriamente
|
L'educatore
avverte solo in parte la
portata
devastante del mezzo
televisivo
sull'immagine che
l'adolescente ha di sé
|
2- PAURA DI ESSERE GIUDICATI:
dai genitori; dagli adulti in genere
(insegnanti, parenti, ecc.); dai
compagni
e dagli amici
|
Nella
esperienza della propria
fragilità,
il ragazzo subisce ogni
giudizio,
specialmente degli adulti,
come un
solco pesante nella sua
psiche.
Il ragazzo può, per reazione,
assumere
talora una totale indifferenza
|
L'educatore spesso si sottovaluta nell
relazione con i ragazzi e non pesa
adeguatamente le parole. La sua
eventuale incoerenza genera disprezzo
nel ragazzo |
3- PAURA DELLA SOLITUDINE: di
non essere rilevante per nessuno; di
non avere amici; di non essere amato
dai genitori; di cadere nella
malinconia/depressione; sensazione di
non
essere ascoltato, accolto, capito
|
Mancando
spesso Dio e solidi rapporti
familiari,
il ragazzo si sente senza
radici
e senza storia, per cui è costretto
ad
autoinventarsi e ad autoriprodursi
in
continuazione; alla fine gli resta
solo il
proprio io, che però è troppo
fragile
|
Questa
paura è sottovalutata dagli
educatori.
Talora la vivono anch'essi,
talora
non sanno fino a che punto essa
giunge
effettivamente ad angosciare il
ragazzo
|
4 - PAURE RELATIVE ALLA
SESSUALITA': paura di rimanere
incinta, di rimanere vergine troppo a
lungo, paura in seguito a cisti
ovariche, per le ragazze; paura di
essere giudicati per la prestazione
fisica, di non essere abbastanza virili,
per il ragazzo
|
Il
sesso visto come elemento di base
dei
rapporti di coppia anche in tenera
età e
la assai frequente assenza di un
senso
nell'esercizio della sessualità,
quasi
totalmente slegata
dall'affettività,
sono elementi che
rendono
questa dimensione piuttosto
deludente
|
Questa
visione giovanile disorienta gli
educatori,
i quali assumono posizioni
o di
chiusura totale o di silenzio e di
imbarazzo,
più raramente di ascolto
dialogico
|
5 - PAURE CIRCA L'AMICIZIA: di
spendersi troppo e a vuoto per gli altri (sotto
l'influsso di una mentalità di compra-vendita); le paure circa l'amicizia
riguardano più le donne e talora si presentano reazioni molto forti circa i
falimenti vissuti
|
L'amicizia viene sopraelsaltata perché vista come
l'ambito più autentico di realizzazione del ragazzo. Da essa possono giungere
forti delusioni. Qualche volta, la reazione al dolore può essere improntata a
una totale freddezza e ad un bieco utilitarismo;
talora
invece a disillusione circa la
possibilità
che esistano amicizie vere
|
L'educatore
attribuiva alle amicizie un ruolo meno impegnativo del ragazzo di oggi e
spesso non riesce a capire la freddezza e l'utilitarismo del ragazzo tradito
nelle amicizie
|
LE PAURE DEGLI ADOLESCENTI VISSUTE DAGLI EDUCATORI (ELENCO DELLE PAURE E, DOPO IL SEGNO /, LE TIPICHE RISPOSTE DEGLI EDUCATORI)
1- NON ACCETTARE SE STESSI, IL PROPRIO CORPO, IL PROPRIO CARATTERE - ANORESSIA, BULIMIA / MINIMIZZATE DAGLI EDUCATORI
2- L'ANGOSCIA PER LA SEPARAZIONE DEI GENITORI / SI RIFLETTE ANCORA CON IL MODELLO CLASSICO DI FAMIGLIA
3- LA PAURA DI FALLIRE NELLE PROPRIE ATTIVITA' / QUALUNQUISMO
4- L'ANGOSCIA PER IL FUTURO LAVORATIVO E AFFETTIVO / E CHI NON NE HA
5- II., NON VOLERSI SENTIRE DIVERSI, IL CHI ME LO FA FARE / SUPERFICIALITA' ANCHE NEGLI EDUCATORI
6- I MECCANISMI DI DIFESA: LA COLPA E' SEMPRE DEGLI ALTRI / MODA RICORRENTE NELLA SOCIETA'
7- IL RIFIUTO E LA PAURA DI OGNI SOFFERENZA E DELLA MORTE / ANCHE GLI EDUCATORI HANNO UNA FEDE LABILE
8- LA PAURA DELL'IMPEGNO E DELLA FATICA / ANCHE GLI EDUCATORI CE L'HANNO
9- LA PAURA DI ESSERE CONSIDERATI MALE, DI FARE BRUTTA FIGURA / CONSIGLI GENERICI
10- LA PAURA DI NON REGGERE CERTE EMOZIONI NEGATIVE, QUINDI BISOGNA
VUOTARE IL SACCO PER NON STAR MALE DENTRO / BENE, SONO SINCERI!
11- PAURA DI DELUSIONI NELLE AMICIZIE / SCARSA FIDUCIA DEGLI EDUCATORI NEL VALORE DELL'AMICIZIA
12- PAURE IN RELAZIONE ALL'ESERCIZIO DELLA SESSUALITA' (LE RAGAZZE DI
RIMANERE INCINTA, I MASCHI DI ESSERE GIUDICATI PER LE PRESTAZIONI) /
SCONCERTO PER LA DIVERSITA' DI ATTEGGIAMENTO CIRCA LA SESSUALITA'-
INCOMUNICABILITA'
13- PAURA DELLA SOLITUDINE / INCAPACITA' DI VEDERE QUANTO INCIDE DAVVERO SUI RAGAZZI (SE LIEVE, SE MORBOSA, SE PARALIZZANTE)
14- PAURA DENTRO LA FAMIGLIA: PAURA DEI GENITORI, PAURA DI ESSERE
DIMENTICATI, ECC. / DIFFICOLTA' A SCORGERE L'ENTITA' DEL DISAGIO
EFFETTIVO DEL GIOVANE
3) EPPURE DIO AVEVA PENSATO LA FAMIGLIA E LA SANTISSIMA TRINITA'
La famiglia come comunità educante.
La famiglia, nel piano di Dio, ricopre un ruolo estremamente significativo.
E' Dio infatti colui che ha progettato l'amore familiare come cellula
fondamentale della vita della chiesa e della società.
Il Signore ha pensato ad una piccola comunità, la famiglia,
nella quale l'uomo può nascere, compiere i primi passi,
crescere, sollecitato dall'amore di almeno due persone: un uomo e una
donna.
Sappiamo che l'essere umano ha bisogno di amore e di attenzione,
specialmente da piccolo. Se queste mancano, l'equilibrio della
personalità non si forma bene e l'individuo vive delle carenze
che si ripercuotono per tutta la sua esistenza.
Il bambino ha bisogno di un uomo e di una donna perché soltanto
nella diversità e complementarietà degli educatori (babbo
e mamma), egli può trovare quanto è necessario per
sviluppare una vita armoniosa, che sappia unire gli aspetti maschili e
quelli femminili.
Anche se non è facile distinguere che cosa è tipico del
carattere maschile e che cosa lo è di quello femminile, di
solito la figura del padre rappresenta quella della autorità,
nel senso positivo del termine: il padre è. per il bambino,
l'esempio da imitare. Se il padre è responsabile, fermo nelle
decisioni, è un bravo lavoratore, è un uomo onesto che si
fa rispettare e soprattutto fa rispettare i principi e i valori che
contano, il figlio avrà modo di sviluppare una
personalità forte e stabile, fiduciosa nelle possibilità
di mettere in pratica le cose buone e le cose vere della vita. La madre
rappresenta colei che insegna al bambino che cos'è l'amore,
l'affetto, la premura verso gli altri. La madre che ama il figlio, che
lo comprende o almeno si sforza di fare questo, che lo rimprovera al
momento giusto e che non lo esaspera quando sbaglia, è colei che
fa sì che il bimbo sviluppi una grande sicurezza, una notevole
capacità di affrontare tutti i problemi e, soprattutto, la
capacità di amare. Così facendo, il bimbo avrà una
tale nostalgia dell'amore che ha ricevuto, che, crescendo, egli
sarà felice soltanto quando egli stesso amerà, donandosi
in quel modo disinteressato e meraviglioso con il quale la mamma in un
modo, il babbo nell'altro, si sono adoperati per il suo bene.
E' chiaro che, talvolta, il bimbo apprende l'amore, la dolcezza e la
premura dal padre e il senso di autorità e di
responsabilità dalla madre, ma quello che conta realmente
è il fatto che esista una collaborazione fra babbo e mamma che
dia al bambino tutti quegli elementi (dei quali, peraltro ha pieno
diritto) di cui ha bisogno per crescere bene.
Un altro aspetto che, secondo molti studiosi, è tipico del
maschio più che della femmina, è l'attenzione alle cose:
l'uomo è normalmente più portato ad interessarsi delle
cose, dei beni materiali, dei soldi, dell'amministrazione. La sua
intelligenza è di tipo "matematico", analitico, attento alla
quantità, alla misura, alla forma delle cose. Questo vuol dire
che un bravo padre può insegnare al bambino un giusto e corretto
rapporto con le cose. Può mostrargli come le cose possono
diventare utili per lui, come possono diventare strumenti per rendere
la sua vita migliore, per spingerlo sulla via di un vero progresso
fatto di conquiste sempre più alte e sempre più
importanti per la sua esistenza. Può fargli conoscere il valore
giusto del lavoro, della fatica, dei soldi, aiutandolo a non
considerare il lavoro ed il denaro come degli idoli. Il padre
può dare un contributo grande affinché il bambino
risponda alla vocazione che Dio dà ad ogni essere umano, quella
cioè di essere signore del creato (cf. Gn 1, il racconto della
Creazione), trattando tutte le cose e ordinandole secondo Dio (cf.
Concilio Vaticano II, costituzione Gaudium et Spes). Dal suo canto, la
donna presenta una vivace attenzione per le persone, per le situazioni
interumane, per i rapporti con la parentela, per l'aspetto psicologico,
sentimentale, interiore. La sua intelligenza è di tipo
intuitivo, sintetico, attento alla qualità, alla
sensibilità, al valore delle persone con cui viene a contatto di
volta in volta. Una brava madre può insegnare al bambino un
rapporto buono e vero con le persone. Può mostrargli quanto
è importante avvicinare gli altri con spirito di amicizia, di
fraternità, senza usarle come dei mezzi, ma considerandole come
dei valori e soprattutto degli esseri unici e irripetibili che Dio ha
voluto creare ed amare. La madre può dare un contributo grande
affinché il bambino possa mettere in pratica il comandamento
dell'amore per il .rossimo e per Colui dal quale proviene ogni uomo.
Anche in questo caso, naturalmente, si parla in linea di massima,
perché anche gli uomini si interessano delle persone e anche le
donne si interessano delle cose e lo scopo che dobbiamo avere di mira
è quello di formare un bambino che sappia muoversi bene su
entrambi questi fronti, secondo il volere di Dio.
Un elemento di importanza cruciale nella educazione dei figli è
l'amore che i genitori si vogliono fra loro. Ancora prima e ancora
più dell'amore padre-figlio/a e di quello madre-figlio/a conta
l'amore padre-madre.
Infatti, se il bambino cresce in un contesto nel quale può
percepire un'atmosfera di amore palpabile, un senso vivo di
serenità che è dato dai genitori che cercano di andare
d'accordo, di comprendersi, di superare le difficoltà che hanno
fra di loro, non ha poi così grande necessità di
eccessive cure dirette alla sua persona; il clima stesso che egli
respira, lo farà stare comunque bene. Sbagliano perciò
quei genitori che credono di rimediare al loro poco amore reciproco
facendo grandi regali ai propri bambini, non facendo mancare loro tutti
i beni materiali spesso superflui che i bimbi richiedono loro, anzi
aggiungendone altri: in questo modo il bambino, crescendo, dirà
non solo che i genitori non si sono amati, ma che essi hanno amato poco
anche lui, dandogli soltanto beni materiali (e non l'amore!) per farlo
stare tranquillo.
Viceversa, capita che un bambino ricordi il calore dei genitori anche
quando non c'erano molti beni materiali e si facevano molti sacrifici
per andare avanti. Nessun bambino biasimerà un genitore che fa
del suo meglio per volergli bene: è preferibile un genitore un
po' invadente che sbaglia per amore, piuttosto che un genitore che fa
sentire indifferenza al figlio, che gli dà l'impressione di
essere soltanto un peso, o ancora peggio, di essere nato per sbaglio!
Ma tutti sanno che la famiglia non è soltanto una
comunità nella quale i genitori donano molto ai figli; anche i
figli donano talmente tanto ai genitori da divenire, spesso, una delle
loro principali ragioni di vita.
I figli, infatti, educano i genitori ad uscire da un amore "chiuso" ed
esclusivo, quale potrebbe essere quello di una coppia senza figli.
Talvolta le coppie sono delle isole, anche delle belle isole, ma non
risultano essere capaci di apertura al loro esterno. Ci sono persone,
le quali attendono spasmodicamente di incontrare una persona dell'altro
sesso con cui condividere la vita e una volta trovatala, si annullano
in un rapporto di coppia che basta a se stesso. Ora non voglio dire che
la coppia non abbia anche bisogno, specialmente nei primi tempi della
conoscenza, di vari momenti per isolarsi, per frequentarsi da soli, per
nutrire il proprio amore in modo più intimo. Ma una coppia che
taglia del tutto le relazioni con il resto del mondo, non vive il suo
essere coppia come un progetto di amore donato da Dio per essere
condiviso il più possibile, ma come una sorta di placenta che,
quando si stacca (ad esempio i due si lasciano), rischia di trascinare
i due nella disperazione. Ora, i figli, invece, "costringono" la coppia
a guardare al di là di se stessa e talvolta questo fatto avviene
in modo drammatico (malattie dei figli, problemi economici, gravi
problemi di comportamento e turbe psicologiche nei figli, ecc.)
Il figlio è un bene prezioso perché rappresenta una prova
di amore vivente, in quanto egli, nel suo stesso corpo, nei suoi tratti
somatici, nel suo codice genetico, nasce come fusione di elementi che,
provengono dal padre e di elementi che provengono dalla madre. Nessun
gesto di amore fra l'uomo e la donna, neppure l'atto sessuale
potrà essere così profondo ed intenso da unire l'uomo e
la donna così a fondo come la nascita di un figlio. Nell'atto
sessuale, infatti, c'è compenetrazione dei corpi, non una
fusione, ma nei figli c'è proprio la prova vivente della
avvenuta fusione dei corpi del padre e della madre, in quanto che,
nelle membra dei figli, nel loro sangue, nel loro carattere, nel loro
modo di essere, c'è qualcosa dell'uno e dell'altra
contemporaneamente. L'atto sessuale, infatti, oltre ad essere una
manifestazione dell'amore, prende specialmente senso dalla sua
costitutiva apertura alla fecondità, che ne rappresenta il
completamento più alto e la sua effettiva ragion d'essere. Chi
ha amato intensamente una persona, sa bene che talvolta insorge il
desiderio di fondersi con lei; questo è ancora più
evidente quando si parla del desiderio di essere una cosa sola con Dio.
Ecco, allora, che i figli sono proprio coloro che realizzano questa
aspirazione ad essere una cosa sola con la persona amata.
Ma, non di rado, i figli, con il loro comportamento di obbedienza o di
gratitudine nei confronti dei genitori; con il loro interesse per
determinate esperienze (di tipo religioso, artistico, sportivo,
culturale, ecc.), portano i genitori a scoprire tante cose belle, di
cui, magari, essi non si erano mai resi conto in vita propria. Accade
talvolta che dei genitori si riavvicinino alla fede, perché i
bimbi vanno tanto volentieri alla Messa o al catechismo. Avviene che un
genitore impari tutto sul nuoto, perché il bambino va a nuoto;
che cominci a dipingere, perché il bambino segue il corso di
pittura, che si interessi di musica, perché il bambino studia
pianoforte o solfeggio. Spesso, poi, i genitori sono i primi e
più grandi "tifosi" dei loro figli. Li ritrovi ai bordi del
campo di calcio per sostenere i loro bambini, al saggio di danza per
vederli volteggiare al ritmo della musica, sulle nevi di inverno,
quando indossano le prime volte gli sci per iniziare una discesa.
La famiglia, dunque, è una interessante e fondamentale
comunità in cui ci si educa e quanto più la famiglia
è una comunità educante, tanto più la chiesa e la
società possono da essa venire rinvigorite ed esse stesse
possono offrire alla famiglia ciò di cui ha bisogno,
specialmente quei beni, quei mezzi e quelle organizzazioni che
richiedono molte persone, molta esperienza, molti mezzi, che una sola
famiglia non potrebbe procurarsi da sé. Soprattutto, una
famiglia educante ed educata fa la scoperta di essere parte di un
qualcosa di più grande, che è tutta la famiglia umana e,
in senso mistericoreligioso il corpo di Cristo, di cui fanno parte
quei componenti della famiglia che sono incorporati ad esso mediante il
battesimo e, in modo attivo e consapevole, tutti quelli che vivono
conformemente alla loro dignità di figli di Dio, seguendo il
Vangelo di Cristo.
La famiglia immagine della Santissima Trinità.
La famiglia nasce dall'amore del Dio Trinità, anche se sarebbe
assolutamente fuori luogo pensare la Trinità nei termini stretti
di una famiglia. Una cosa, infatti, è la Santissima
Trinità, un'altra la famiglia, un'altra ancora la Sacra Famiglia
di Gesù, Giuseppe e Maria. Nella Trinità non esistono i
genitori, ma il Padre che genera il Figlio. In essa non c'è una
sessualità maschile e femminile, come
affermavano i miti pagani che presentavano gli dei e le dee. Il Dio
Trinità è superiore alla sessualità. Egli ha
creato la sessualità per l'uomo, non per se stesso. Si
può dire, però, che la sessualità umana, l'essere
cioè maschio e femmina dell'uomo, è stata creata per
riprodurre, seppure in modo limitato, il fatto misterioso di Dio, che
presenta contemporaneamente in sé l'unità di una medesima
natura, quella divina e la diversità delle persone, Padre,
Figlio e Spirito Santo. Allo stesso modo esiste una natura umana unica,
specificata in due persone (uomo e donna) molto diverse fra loro.
Giovanni della Croce, grande mistico carmelitano spagnolo del 1500,
affermò, dopo i suoi incontri con Dio: "Ma quanto sono diversi
il Padre e il Figlio!"
Fatta questa precisazione, è però interessante notare che
cosa si può ritrovare nella famiglia del mistero della
Santissima Trinità.
Innanzitutto la famiglia cerca di riprodurre il mistero della comunione del Dio Trinità.
Nel libro della Genesi (1,26-27), proprio nel racconto iniziale della
creazione, si trova nel testo ebraico una espressione molto
particolare. Dio dice: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra
somiglianza". Alcuni padri della chiesa hanno interpretato
l'espressione dicendo che, anche se ancora non esisteva all'epoca la
fede esplicita nel Dio Trinità, in questo brano è proprio
la Trinità che parla. E continua: "....e Dio fece l'uomo a sua
immagine, a somiglianza di Dio lo creò, maschio e femmina li
creò". Per quanto il testo si riferisca specialmente al fatto
che l'uomo è immagine e somiglianza di Dio in quanto signore del
creato, tuttavia una possibile interpretazione legittima risulta essere
la seguente: l'uomo è immagine e somiglianza di Dio in quanto
uomo e donna, cioè nella comunione e complementarietà
dell'uomo e della donna, quale si realizza soprattutto nella forma
matrimoniale. E' ovvio che ciò non significa che i single e i
consacrati non sono a immagine di Dio, ma vuol dire che proprio nella
comunione della diversità sessuale, si ha una manifestazione
tangibile del mistero della Trinità.
La Trinità infatti è un movimento di amore che unisce in
perenne armonia il Padre e il Figlio mediante quello Spirito Santo che
procede dall'uno e dell'altro. E' una comunione perfetta, non turbata
dal male, la quale è tanto grande e tanto ricca, che desidera
effondersi in un numero quasi illimitato di altri esseri. Per questo
Dio decide di creare gli esseri umani a sua immagine e somiglianza e,
nel fare questo, li costituisce capaci di fare anch'essi comunione, a
partire proprio da quella comunione fondamentale che è l'unione
di due sposi, da cui prendono vita tutti gli esseri umani.
La famiglia cerca di valorizzare le diversità presenti al suo
interno e riconducendole, in certo modo, in unità, ad imitazione
di quanto avviene, in modo perfetto, nella Santissima Trinità.
E' chiaro che stiamo parlando di una famiglia in cui tutti cerchino di
vivere secondo il volere di Dio. In questo caso, i membri della
famiglia portano ciascuno un contributo originale, così come il
Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono diversi, ma svolgono ruoli
diversi e complementari all'interno della vita trinitaria. E come la
Trinità risulta essere unita da un unico intento, un unico
spirito, un unico amore, la famiglia si sforza di armonizzare la
propria diversità in una convivenza fatta di una valorizzazione
reciproca. D'altra parte, però, è chiaro che la famiglia
riuscirà a riprodurre solo in piccola parte quell'armonia che
è presente perfetta nella Santissima Trinità. La famiglia
è istituita mediante un sacramento, il matrimonio, che la
conforma, in un certo grado, all'amore trinitario.
Laddove c'è un sacramento, c'è una partecipazione al
mistero della Trinità. Sacramento del matrimonio significa che
l'amore dei due sposi non è un amore lasciato a se stesso, ma un
amore che affonda le radici nella vita stessa di Dio Trinità. E'
Dio che per primo ama i due sposi e li chiama ad un cammino di coppia
per poter vivere pienamente la loro vocazione cristiana. Nel sacramento
del matrimonio i protagonisti sono tre: Dio, l'uomo e la donna. La
chiesa è l'unica istituzione al mondo che ha il coraggio di
proclamare attraverso la voce degli sposi: "Io accolgo te nella gioia e
nel dolore, nella salute e nella malattia... ". Il modello di coppia
che il mondo propone è quello dello stare insieme "finché
va" e l'idea che c'è dietro è quella di vivere una unione
pienamente soddisfacente, mancando la quale, bisogna lasciarsi. La
mentalità
corrente non accetta un matrimonio indissolubile. Esso sembra una cosa
irraggiungibile ma, in realtà, ogni persona guarda però
con ammirazione i coniugi che vivono tutta una vita insieme. Anche se
è fuori di dubbio che l'animo umano è debole e pieno di
contraddizioni o proprio perché è così, Dio viene
incontro agli sposi dando il suo aiuto e facendoli partecipare
attivamente al suo amore. E il bello del matrimonio cristiano è
la condivisione fino in fondo dell'amore che Dio dà agli sposi,
anche quando la vita si fa difficile, anche quando la vita di coppia
richiede sacrifici e, perché no, un po' di eroismo.
Nella mentalità corrente, spesso si enfatizzano le
difficoltà della vita coniugale, per cui girano discorsi del
tipo "Ma chi te l'ha fatto fare di sposarti..." ma il valore di un
matrimonio non si misura tanto dalla fortuna o dalla sfortuna dei due
sposi, dal grado di gioia o di sofferenza che essi vivono, quanto dal
fatto che essi si amino a tal punto da sopportare anche le
avversità. Ed è chiaro che il sentimento non basta per un
cristiano, ci vuole anche una ben precisa volontà di essere
leale con il coniuge, di essergli fedele, di fare sacrifici per il suo
bene, di rispettare la sua volontà quando è difforme
dalla propria (cf Gaudium et Spes).
La preghiera, ad esempio, nella misura in cui gli sposi possono viverla
singolarmente e assieme, è un'esperienza potente che può
molto aiutare matrimoni in difficoltà e pregare, per una coppia,
non significa altro che rituffarsi in quell'amore trinitario che
è stato ed è tuttora sorgente del loro amore. Per
concludere, bisogna ricordare quelle tante coppie che si sono amate e
che si amano contente della loro scelta e anche le persone che sono
ancora molto legate a coniugi ormai defunti. Anche se il sacramento del
matrimonio dura "finché morte non vi separi" e non
infinitamente, c'è più di una ragione per affermare che,
in una forma nuova, sarà possibile per i coniugi vivere una
tenerezza intensa fra loro anche quando compariranno splendenti e
glorificati al cospetto di Dio.