PARROCCHIA B.V.M. MADRE DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Martedì 11 dicembre 2007 ore 21
Sala del Teatro via Dino Compagni 10


CONFERENZA E DIBATTITO SUL TEMA


I condizionamenti e le dipendenze nella società moderna e il loro impatto sulla famiglia

Relatore
Professor ANTONIO DE SANTI

II professor Antonio De Santi è docente dei corso di Cristologia e dei seminario di studi La questione dell'alterità presso l'Istituto di Scienze Religiose "Beato Ippolito Galantini".

La presente conferenza si colloca non solo nel contesto
delle conferenze culturali, che la nostra Parrocchia
dallo scorso anno ha iniziato a proporre, ma anche nel
solco che la nostra Diocesi ha tracciato per il triennio
in corso. Pertanto sarà sicuramente uno stimolo per
proseguire e incentivare la nostra riflessione personale
e comunitaria sul tema della famiglia.     



I CONDIZIONAMENTI E LE DIPENDENZE NEL MONDO
D'OGGI E I RIFLESSI NELL'AMBIENTE FAMILIARE

1) IL RISCHIO DI UNA CATASTROFE INTEGRALE
 
La situazione che stiamo vivendo, a livello mondiale, ormai da tempo rischia di portare l'umanità e la natura alla loro progressiva distruzione. Cerchiamo di evidenziare almeno alcuni aspetti di questo fenomeno di cui moltissimi hanno, seppure in misura differente, una certa percezione.
 
A) IL DIVARIO CRESCENTE FRA NORD E SUD DEL MONDO.

La distribuzione delle risorse presenti nel pianeta è sempre più squilibrata. Circa 200 persone nel mondo possiedono da sole metà della ricchezza del mondo, l'altra metà appartiene a 6 miliardi di persone! ! ! Le logiche di mercato e di potere portano alcune popolazioni sull'orlo del collasso totale. Un paese ricchissimo come il Perù, che possiede oro in abbondanza, è costretto a seguire i capricci delle multinazionali e non è autorizzato neppure a toccare con un dito le proprie risorse più evidenti. Risultato: è un paese povero, talora poverissimo. In America Latina il 15% della popolazione detiene l'80% delle ricchezze e gode di profonde protezioni da parte dei governi più potenti del mondo. Gli Stati Uniti cercano di tenere sotto controllo, ma senza molto successo, paesi come il Giappone, la Cina, il Pakistan e l'India, i quali, a motivo della numerosa popolazione o di un notevole sviluppo tecnologico recentemente acquisito, stanno diventando superpotenze. L'Europa avrebbe risorse di notevole significato, ma è divisa e le sue scelte non possono prescindere quasi mai dal potente alleato americano, da cui importa non solo tecnologie e beni, ma anche filosofie di vita. L'euro è una moneta debole e la fragilità dell'Europa si misura anche dall'essere un continente con tradizioni e caratteristiche troppo diversificate. Paesi come il Regno Unito, ad esempio, non accetteranno forse mai di entrare in una mentalità davvero europeistica. Il continente africano presenta delle contraddizioni violente. Da un lato cerca l'aiuto dei paesi ricchi per far decollare la propria economia, dall'altro utilizza le risorse che le pervengono allo scopo di alimentare le guerre civili ormai senza numero al proprio interno, riducendo alla fame interi villaggi. Quasi metà dell'Africa è in mano ai Cinesi. Il Nord America è un mondo di grosse differenze sociali, economiche ed un terreno favorevole al nascere di sette religiose, che non hanno di mira il bene della persona, quanto piuttosto il potere e l'arricchimento di pochi soggetti più scaltri. L'Asia è un mondo in grande evoluzione, che presta il fianco però a grandi ingiustizie: dalle violenze dei fondamentalismi islamici, alla secolare rassegnazione degli induisti, alla vita disumanizzante dei Giapponesi, alla regolamentazione di Stato delle nascite in Cina (1 solo figlio consentito), che porta a disfarsi specialmente delle figlie femmine, che vengono date via, alla tremenda politica del mondo sovietico. L'Oceania è una terra chiusa al resto del mondo (vedi problema della difficoltà di ottenere cittadinanza australiana) poco abitata, generalmente molto ostile alla popolazione aborigena, teatro di test nucleari (Inghilterra, Francia).
L'ITALIA assomiglia sempre più ai paesi del Terzo Mondo. Si guadagna poco soprattutto se si è onesti. Il lavoro è sottostimato socialmente ed economicamente. E' spessissimo precario fino a età avanzatissime. Le tasse sono eccessive e si sta delineando piano piano anche in Italia la divisione sempre più marcata fra chi guadagna moltissimo e chi non ha neanche di che tirare avanti. E' pressoché impossibile investire con buoni ricavi. Le case costano troppo. La politica è asservita al denaro. Questa dittatura del denaro a scapito del valore della persona sta portando le famiglie ad una progressiva perdita della speranza in una vita di gioiose relazioni e di relativa tranquillità

B) IL RISCHIO DI UNA CATASTROFE ECOLOGICA
 

Prima di tutto va detto che il pianeta terra presenta delle nuove caratteristiche che già di per sé, indipendentemente dall'opera dell'uomo, sono pericolose (aumento della temperatura, della forza degli uragani, della frequenza dei maremoti, dei terremoti, delle siccità, ecc.). Ma mai come in questo secolo il comportamento dell'uomo è diventato importante nell'alterare gli equilibri dell'ecosistema. Ci sono problemi di portata enorme. Il buco nell'ozono, che ormai è esteso sopra tutta l'Antartide e oltre, sta portando nell'atmosfera una quantità intollerabile di radiazioni ultraviolette, ma non se ne parla più o almeno si racconta che si è richiuso da solo. Questo comporta necessariamente un aumento dei tumori e delle malattie, specialmente della pelle. L'inquinamento delle società industriali scarica un enorme quantitativo di anidride carbonica e di altri gas che hanno prodotto malattie respiratorie e cardiocircolatorie con l'aggravante che l'aumento della temperatura media della superficie terrestre produce scioglimento delle calotte polari, aumento del livello dei mari e degli oceani, dei maremoti, delle inondazioni, ecc. Le radiazioni elettromagnetiche producono problemi gravi e sottostimati in tutto il mondo. Una parte della terra diverrà tra poco desertica, con diminuzione della superficie coltivabile e dell'acqua disponibile. Quella che avrà benefici dall'aumento della temperatura, si troverà sommersa dalla troppa acqua. La cementificazione ad oltranza toglie terreni capaci di assorbire l'eccesso di acqua. Le già tremende potenzialità distruttive dei fenomeni vulcanici, tellurici, anemologici, ecc. sono rese più aspre dall'inquinamento e dall'innalzamento medio della temperatura terrestre. Il cibo inquinato, l'ambiguità di alcuni tentativi di introdurre la genetica per migliorare le razze animali e vegetali, fenomeni come quello della mucca pazza, l'influenza aviaria, le scorie nucleari e industriali che inquinano i fiumi e i mari, la moria di pesci, ecc., sono la spia di un vero e proprio allarme ecologico: la genuinità dei nostri cibi. La stragrande maggioranza dei deodoranti, dei dentifrici, dei saponi e di prodotti analoghi contengono sostanze cancerogene, ma le ditte le continuano ad utilizzare perché costano poco e migliorano le proprietà di gradevolezza dei prodotti. La foresta amazzonica, il polmone del mondo, sta per essere condotta ad una fine selvaggia, a causa del disboscamento. La pioggia che cade dal cielo non è più pulita come una volta, ma contiene dei pericolosi solfuri. Le centrali nucleari non si curano di smaltire le scorie come dovrebbero e quelle che dovrebbero essere smantellate, non lo sono. Esiste anche il pericolo proveniente dallo spazio che asteroidi o frammenti vaganti possano impattare sulla terra creando danni di proporzioni assai vistose, anche di cancellare ogni forma di vita in poco tempo. Una delle problematiche più grosse è quella del reperimento delle fonti energetiche. Questo tipo di problematica, quella ecologico-energetica incide sopra le famiglie nel senso di un accentuato rischio di cataclisma, che può produrre gravi conseguenze, nella diminuita salute anche dei più giovani, nella indisponibilità di energia che costa troppo e si finirà per non reperirla in quantità ragionevoli.
 
C) IL RISCHIO DI UNA CATASTROFE UMANA
 
La enorme ricchezza degli arsenali militari e delle armi nucleari che moltissimi paesi possiedono potrebbero distruggere la terra e l'umanità molte decine di volte. Anche se c'è una certa attenzione mondiale ad evitare questo tipo di conflitti, non si può dire di essere sicuri che qualcuno non usi, ora e in futuro, le tremende bombe. C'è poi la bomba "genetica". Gli enormi progressi della Medicina rendono ornai la clorazione umana una esperienza possibile, con i pericoli annessi alla creazione di una super-razza. Qualche scienziato squilibrato sta già pensando che fra poco nessuno si riprodurrà più mediante l'atto sessuale, per evitare così il benché minimo rischio di malattie genetiche alla prole. Si studiano incroci selvaggi fra le razze animali e fra animali e uomo. Il numero di guerre nel mondo è ancora elevatissimo. Esiste poi una tragica bomba, la bomba "morale". Aumento dell'egoismo, diminuzione della disponibilità a soffrire, aumento della violenza sessuale e della pedofilia. Dietro alle religioni, compresa quella cattolica, c'è una scarsa attenzione all'elemento della responsabilità morale. Attira l'idea di gratificazione mistica e di consolazione religiosa, ma il rispetto dei comandamenti e la fedeltà a Dio si riducono spesso a elementi di facciata. C'è una forma di istupidimento collettivo dovuto alla dipendenza dei Mass Media, che hanno un potere pressoché illimitato di spegnere il senso critico e il senso morale. Il Grande Fratello è il modello di una televisione che non dice la verità, ma costringe l'uomo ad accogliere come verità quanto la TV propone. C'è sempre meno libertà di esprimere la propria opinione, perché i regimi di destra o di sinistra che siano, nei vari paesi del mondo, spesso, anche quando si chiamano ufficialmente democrazie, mirano a consolidare il proprio potere e non ad ascoltare la saggezza dei popoli. Di fronte a problemi come l'esplosione demografica in alcune parti del mondo, gli stati ricchi pensano non tanto a educare i popoli, ma a fornire strumenti di contraccezione. L'immagine dell'amore e dell'amicizia che vengono proposte sono in realtà una esaltazione dell'egoismo e dell'interesse e i modelli prospettati con successo dai Media, quelli vincenti, non fanno che promuovere i potenti per schiacciare i deboli in modo sempre più evidente. L'attenzione scriteriata verso gli stranieri, non integrata in un progetto organico di accoglienza, porta a molte discriminazioni verso i cittadini del nostro paese e a ingiuste facilitazioni e demagogie verso le masse crescenti di stranieri che ormai entrano in Italia al ritmo di quasi 1 milione l'anno ma non si sa del tutto che fine faranno.

In molti paesi del mondo il numero di aborti, divorzi, abbandoni del tetto coniugale e della prole evidenziano una istituzione famiglia in piena crisi. I rapporti umani si fanno malcerti, si ha la sensazione che tutto cambi in pochissimo tempo. Si investe meno nel matrimonio­sacramento. Basta pochissimo per rovinare una famiglia, per lasciarsi andare verso il vuoto. E' sempre più difficile scommettere su un futuro di coppia stabile, perché ormai un numero crescente di persone non si sente più di credere in un amore durevole. I figli sono visti come pesi esistenziali ed economici: evitare di metterli al mondo in un mondo così insensibile sembra a taluni un gesto di pietà umana.

2) LA DEBOLEZZA DELL'UOMO
 

Di fronte a una situazione complessa e in via di peggioramento progressivo, gli spazi di sviluppo della persona, con tutte le sue esigenze individuali e comunitarie, paiono sempre più limitati. C'è una sorta di debolezza dell'uomo di fronte alle ingiustizie che si trova a subire, spesso contro la propria volontà. Come può un bambino ribellarsi di fronte ai pedofili, che rimangono pressoché impuniti a livello mondiale? Come può un embrione levare la sua voce contro chi lo vuole abortire? Come può un cittadino ottenere giustizia da processi che si celebrano anche 15 anni dopo l'atto lesivo a cui è stato sottoposto? Come può ribellarsi un giovane escluso dalla vittoria di un concorso, perché gli hanno anteposto dei raccomandati? Come si può essere sicuri del cibo che si mangia, dato che i controlli si annunciano e poi non si fanno? Come mettersi al riparo dalle radiazioni elettromagnetiche che ci tempestano sempre di più, causando tumori? Come accettare società che depenalizzano la droga, che lasciano impuniti i colpevoli, che accettano la pena di morte senza oltretutto essere certe di uccidere un colpevole? Come essere sereni di fronte alla equiparazione delle coppie omosessuali alle eterosessuali, delle unioni di fatto ai matrimoni? Come essere rappresentati da partiti che sono, più o meno, l'uno la fotocopia dell'altro, la sinistra più conservatrice della destra e garante dei diritti di coloro che sono già ricchi, la destra che pensa al progresso di coloro che già sono forti e dimentica i deboli? La persona si trova stretta in mezzo a mille condizionamenti che non vorrebbe. La TV dà l'illusione che stiamo bene e che siamo felici, belli, sani e capaci di fare tutto; ma quanto siamo liberi davvero?

Se non hai i soldi, aspetti anni per curarti nelle strutture pubbliche; se cadi in disgrazia economica (alluvioni, terremoti, cataclismi), chi ti soccorre?
Con questo, ovviamente, non voglio dire che tutto vada storto, ma desidero svegliare ognuno da quel torpore che la falsa società del benessere ci presenta. E' l'elemento della debolezza dell'uomo, quello che colpisce di più nel mondo di oggi.
Un tempo c'era più rispetto per gli anziani. Oggi essere anziani è preso quasi come un male da tenere lontano. L'anziano spesso si ritrova solo, con poco o assente appoggio da parte dei parenti, se ancora ce li ha. Un tempo poteva succedere che un anziano rimasto solo fosse accolto in un'altra famiglia. Oggi di solito l'anziano è curato meglio come medicine, ma queste costano molto. Moltissimo costano le case di cura o di riposo. L'anziano solo fronteggia male anche il pericolo dei furti sempre più numerosi nelle nostre zone. Certo anche l'anziano stesso ha le sue responsabilità e le sue colpe, ma oltre alla sua debolezza fisica deve fare i conti con un maggiore isolamento a cui la società lo condanna.
Oggi il denaro, che è sempre stato un elemento determinante nelle società moderne, è ancora
di più al centro dell'attenzione. Chi non ne ha abbastanza, è poco protetto e poco ascoltato. Un povero intelligente non lo ascolterà nessuno; un ricco imbecille sarà trattato con rispetto. Ma i molti soldi non hanno mai cambiato le persone dentro. Nelle società attuali non c'è molta flessibilità: certe cose si fanno solo con i soldi. Spesso chi lavora di più è proprio quello che guadagna meno. Categorie come le casalinghe, i dipendenti di certi settori, ecc. non sono per niente valorizzate. Non sempre ci sono opportunità di lavoro. Persone ricche di idee, di salute, di impegno a favore degli altri, di iniziative, si trovano arenate di fronte al muro che viene opposto loro: ci vogliono le finanze. Gli stati vorrebbero incamerare le sostanze degli enti del volontariato e, per racimolare più quattrini possibile, lanciano lotterie, gratta e vinci, bingo, che sono un vero scandalo morale con l'etichetta però della legalità, perché è lo stato che li propone e li organizza. Il governo attuale addirittura incamera una parte del 5 per mille che sarebbe destinata alle ONUS! La malattia è vista come la cosa più inquietante. Si inizia con i test prenatali, che pure sono cose buone, ma che molte coppie vogliono solo per eliminare l'eventuale embrione malformato. Si pensa al test del DNA o agli oroscopi per vedere se è giusto assumere al lavoro una persona o no. Non si accetta l'eutanasia ufficialmente, forse perché la maggior parte dei politici che si trova a deliberare è in una età in cui un abuso di eutanasia potrebbe condurre a morte anche loro, ma in Olanda ci siamo. Così facendo conta solo una cosa: la salute fisica. Questa ovviamente è un bene grande, ma senza pensare anche alla dimensione morale e spirituale, si riduce l'essere umano a un prodotto di fabbrica: se è ben riuscito, si immette nel mercato della vita; se è riuscito male, si scarta. E' chiaro che, almeno in teoria, il sano pone meno problemi del malato; ma forse il malato non ha diritto a vivere?
La nostra società ricerca la bellezza in maniera nevrotica. cremine antirughe, fitness, palestra. In TV anche i bruttoni appaiono belli, perché sullo schermo si possono fare innumerevoli magie. I modelli che i Media ci propongono non ci consentono di essere brutti, ma, in base alla loro sollecitazione, dobbiamo essere sempre al meglio, al top. Chi di noi non ha mai fatto una dieta, anzi, vari tipi di dieta, non dico quelle utili per la salute, ma quelle per eliminare i depositi di grasso, gli inestetismi e così via. E' chiaro che la ricerca della bellezza è una cosa legittima, ma la nevrosi per l'immagine che perseguita la nostra mente contribuisce a rafforzare la nostra inquietudine. E' un mondo che ci vuole giovani, ricchi, sani e belli. Il paradosso però risiede nel fatto che le società definite del benessere, come l'Italia, ricercano la giovinezza e, intanto, le sue popolazioni divengono sempre più vecchie. Ricercano la ricchezza e, intanto, divengono sempre più povere (12 milioni di persone in Italia che vivono sotto la soglia accettabile di tenore di vita). Ricercano la salute e le malattie aumentano, nonostante i lodevoli sforzi e i risultati della Medicina. Ricercano la bellezza esteriore e, intanto, sono sempre meno capaci di bellezza interiore, che è l'amore.
E' particolarmente difficile la situazione attuale degli adolescenti:



LE PAURE DEGLI ADOLESCENTI COMMENTO RIGUARDO A
QUESTE PAURE
COMPORTAMENTO DEGLI
EDUCATORI
 
 
1- NON ACCETTARE SE STESSI:
paure relative al corpo, fomentate dalla TV, dalla moda della chirurgia estetica; ossessione per l'igiene e la
bellezza fisica; paura della malattia;
paura di non farcela (a scuola, negli
affetti, ecc.); senso di inadeguatezza
Il ragazzo si giudica in base ai modelli
televisivi di eccellenza estetica e di
abilità e tutto ciò che nega questi
valori lo mette in crisi seriamente
L'educatore avverte solo in parte la
portata devastante del mezzo
televisivo sull'immagine che
l'adolescente ha di sé
2- PAURA DI ESSERE GIUDICATI:
dai genitori; dagli adulti in genere
(insegnanti, parenti, ecc.); dai
compagni e dagli amici
Nella esperienza della propria
fragilità, il ragazzo subisce ogni
giudizio, specialmente degli adulti,
come un solco pesante nella sua
psiche. Il ragazzo può, per reazione,
assumere talora una totale indifferenza
L'educatore spesso si sottovaluta nell
relazione con i ragazzi e non pesa
adeguatamente le parole. La sua
eventuale incoerenza genera disprezzo
nel ragazzo
3- PAURA DELLA SOLITUDINE: di
non essere rilevante per nessuno; di
non avere amici; di non essere amato
dai genitori; di cadere nella
malinconia/depressione; sensazione di
non essere ascoltato, accolto, capito
Mancando spesso Dio e solidi rapporti
familiari, il ragazzo si sente senza
radici e senza storia, per cui è costretto
ad autoinventarsi e ad autoriprodursi
in continuazione; alla fine gli resta
solo il proprio io, che però è troppo
fragile
Questa paura è sottovalutata dagli
educatori. Talora la vivono anch'essi,
talora non sanno fino a che punto essa
giunge effettivamente ad angosciare il
ragazzo
4 - PAURE RELATIVE ALLA
SESSUALITA': paura di rimanere
incinta, di rimanere vergine troppo a
lungo, paura in seguito a cisti
ovariche, per le ragazze; paura di
essere giudicati per la prestazione
fisica, di non essere abbastanza virili,
per il ragazzo
Il sesso visto come elemento di base
dei rapporti di coppia anche in tenera
età e la assai frequente assenza di un
senso nell'esercizio della sessualità,
quasi totalmente slegata
dall'affettività, sono elementi che
rendono questa dimensione piuttosto
deludente
Questa visione giovanile disorienta gli
educatori, i quali assumono posizioni
o di chiusura totale o di silenzio e di
imbarazzo, più raramente di ascolto
dialogico
5 - PAURE CIRCA L'AMICIZIA: di
spendersi troppo e a vuoto per gli altri (sotto l'influsso di una mentalità di compra-vendita); le paure circa l'amicizia riguardano più le donne e talora si presentano reazioni molto forti circa i falimenti vissuti
L'amicizia viene sopraelsaltata perché vista come l'ambito più autentico di realizzazione del ragazzo. Da essa possono giungere forti delusioni. Qualche volta, la reazione al dolore può essere improntata a una totale freddezza e ad un bieco utilitarismo;
talora invece a disillusione circa la
possibilità che esistano amicizie vere
L'educatore attribuiva alle amicizie un ruolo meno impegnativo del ragazzo di oggi e spesso non riesce a capire la freddezza e l'utilitarismo del ragazzo tradito nelle amicizie
 

LE PAURE DEGLI ADOLESCENTI VISSUTE DAGLI EDUCATORI (ELENCO DELLE PAURE E, DOPO IL SEGNO /, LE TIPICHE RISPOSTE DEGLI EDUCATORI)

1- NON ACCETTARE SE STESSI, IL PROPRIO CORPO, IL PROPRIO CARATTERE - ANORESSIA, BULIMIA / MINIMIZZATE DAGLI EDUCATORI

2- L'ANGOSCIA PER LA SEPARAZIONE DEI GENITORI / SI RIFLETTE ANCORA CON IL MODELLO CLASSICO DI FAMIGLIA

3- LA PAURA DI FALLIRE NELLE PROPRIE ATTIVITA' / QUALUNQUISMO

4- L'ANGOSCIA PER IL FUTURO LAVORATIVO E AFFETTIVO / E CHI NON NE HA

5- II., NON VOLERSI SENTIRE DIVERSI, IL CHI ME LO FA FARE / SUPERFICIALITA' ANCHE NEGLI EDUCATORI

6- I MECCANISMI DI DIFESA: LA COLPA E' SEMPRE DEGLI ALTRI / MODA RICORRENTE NELLA SOCIETA'

7- IL RIFIUTO E LA PAURA DI OGNI SOFFERENZA E DELLA MORTE / ANCHE GLI EDUCATORI HANNO UNA FEDE LABILE

8- LA PAURA DELL'IMPEGNO E DELLA FATICA / ANCHE GLI EDUCATORI CE L'HANNO

9- LA PAURA DI ESSERE CONSIDERATI MALE, DI FARE BRUTTA FIGURA / CONSIGLI GENERICI

10- LA PAURA DI NON REGGERE CERTE EMOZIONI NEGATIVE, QUINDI BISOGNA VUOTARE IL SACCO PER NON STAR MALE DENTRO / BENE, SONO SINCERI!

11- PAURA DI DELUSIONI NELLE AMICIZIE / SCARSA FIDUCIA DEGLI EDUCATORI NEL VALORE DELL'AMICIZIA

12- PAURE IN RELAZIONE ALL'ESERCIZIO DELLA SESSUALITA' (LE RAGAZZE DI RIMANERE INCINTA, I MASCHI DI ESSERE GIUDICATI PER LE PRESTAZIONI) / SCONCERTO PER LA DIVERSITA' DI ATTEGGIAMENTO CIRCA LA SESSUALITA'- INCOMUNICABILITA'

13- PAURA DELLA SOLITUDINE / INCAPACITA' DI VEDERE QUANTO INCIDE DAVVERO SUI RAGAZZI (SE LIEVE, SE MORBOSA, SE PARALIZZANTE)

14- PAURA DENTRO LA FAMIGLIA: PAURA DEI GENITORI, PAURA DI ESSERE DIMENTICATI, ECC. / DIFFICOLTA' A SCORGERE L'ENTITA' DEL DISAGIO EFFETTIVO DEL GIOVANE

3) EPPURE DIO AVEVA PENSATO LA FAMIGLIA E LA  SANTISSIMA TRINITA'
 
 
La famiglia come comunità educante.


La famiglia, nel piano di Dio, ricopre un ruolo estremamente significativo.
E' Dio infatti colui che ha progettato l'amore familiare come cellula fondamentale della vita della chiesa e della società.
Il Signore ha pensato ad una piccola comunità, la famiglia, nella quale l'uomo può nascere, compiere i primi passi, crescere, sollecitato dall'amore di almeno due persone: un uomo e una donna.
Sappiamo che l'essere umano ha bisogno di amore e di attenzione, specialmente da piccolo. Se queste mancano, l'equilibrio della personalità non si forma bene e l'individuo vive delle carenze che si ripercuotono per tutta la sua esistenza.
Il bambino ha bisogno di un uomo e di una donna perché soltanto nella diversità e complementarietà degli educatori (babbo e mamma), egli può trovare quanto è necessario per sviluppare una vita armoniosa, che sappia unire gli aspetti maschili e quelli femminili.
Anche se non è facile distinguere che cosa è tipico del carattere maschile e che cosa lo è di quello femminile, di solito la figura del padre rappresenta quella della autorità, nel senso positivo del termine: il padre è. per il bambino, l'esempio da imitare. Se il padre è responsabile, fermo nelle decisioni, è un bravo lavoratore, è un uomo onesto che si fa rispettare e soprattutto fa rispettare i principi e i valori che contano, il figlio avrà modo di sviluppare una personalità forte e stabile, fiduciosa nelle possibilità di mettere in pratica le cose buone e le cose vere della vita. La madre rappresenta colei che insegna al bambino che cos'è l'amore, l'affetto, la premura verso gli altri. La madre che ama il figlio, che lo comprende o almeno si sforza di fare questo, che lo rimprovera al momento giusto e che non lo esaspera quando sbaglia, è colei che fa sì che il bimbo sviluppi una grande sicurezza, una notevole capacità di affrontare tutti i problemi e, soprattutto, la capacità di amare. Così facendo, il bimbo avrà una tale nostalgia dell'amore che ha ricevuto, che, crescendo, egli sarà felice soltanto quando egli stesso amerà, donandosi in quel modo disinteressato e meraviglioso con il quale la mamma in un modo, il babbo nell'altro, si sono adoperati per il suo bene.

E' chiaro che, talvolta, il bimbo apprende l'amore, la dolcezza e la premura dal padre e il senso di autorità e di responsabilità dalla madre, ma quello che conta realmente è il fatto che esista una collaborazione fra babbo e mamma che dia al bambino tutti quegli elementi (dei quali, peraltro ha pieno diritto) di cui ha bisogno per crescere bene.
Un altro aspetto che, secondo molti studiosi, è tipico del maschio più che della femmina, è l'attenzione alle cose: l'uomo è normalmente più portato ad interessarsi delle cose, dei beni materiali, dei soldi, dell'amministrazione. La sua intelligenza è di tipo "matematico", analitico, attento alla quantità, alla misura, alla forma delle cose. Questo vuol dire che un bravo padre può insegnare al bambino un giusto e corretto rapporto con le cose. Può mostrargli come le cose possono diventare utili per lui, come possono diventare strumenti per rendere la sua vita migliore, per spingerlo sulla via di un vero progresso fatto di conquiste sempre più alte e sempre più importanti per la sua esistenza. Può fargli conoscere il valore giusto del lavoro, della fatica, dei soldi, aiutandolo a non considerare il lavoro ed il denaro come degli idoli. Il padre può dare un contributo grande affinché il bambino risponda alla vocazione che Dio dà ad ogni essere umano, quella cioè di essere signore del creato (cf. Gn 1, il racconto della Creazione), trattando tutte le cose e ordinandole secondo Dio (cf. Concilio Vaticano II, costituzione Gaudium et Spes). Dal suo canto, la donna presenta una vivace attenzione per le persone, per le situazioni interumane, per i rapporti con la parentela, per l'aspetto psicologico, sentimentale, interiore. La sua intelligenza è di tipo intuitivo, sintetico, attento alla qualità, alla sensibilità, al valore delle persone con cui viene a contatto di volta in volta. Una brava madre può insegnare al bambino un rapporto buono e vero con le persone. Può mostrargli quanto è importante avvicinare gli altri con spirito di amicizia, di fraternità, senza usarle come dei mezzi, ma considerandole come dei valori e soprattutto degli esseri unici e irripetibili che Dio ha voluto creare ed amare. La madre può dare un contributo grande affinché il bambino possa mettere in pratica il comandamento dell'amore per il .rossimo e per Colui dal quale proviene ogni uomo.
Anche in questo caso, naturalmente, si parla in linea di massima, perché anche gli uomini si interessano delle persone e anche le donne si interessano delle cose e lo scopo che dobbiamo avere di mira è quello di formare un bambino che sappia muoversi bene su entrambi questi fronti, secondo il volere di Dio.
Un elemento di importanza cruciale nella educazione dei figli è l'amore che i genitori si vogliono fra loro. Ancora prima e ancora più dell'amore padre-figlio/a e di quello madre-figlio/a conta l'amore padre-madre.
Infatti, se il bambino cresce in un contesto nel quale può percepire un'atmosfera di amore palpabile, un senso vivo di serenità che è dato dai genitori che cercano di andare d'accordo, di comprendersi, di superare le difficoltà che hanno fra di loro, non ha poi così grande necessità di eccessive cure dirette alla sua persona; il clima stesso che egli respira, lo farà stare comunque bene. Sbagliano perciò quei genitori che credono di rimediare al loro poco amore reciproco facendo grandi regali ai propri bambini, non facendo mancare loro tutti i beni materiali spesso superflui che i bimbi richiedono loro, anzi aggiungendone altri: in questo modo il bambino, crescendo, dirà non solo che i genitori non si sono amati, ma che essi hanno amato poco anche lui, dandogli soltanto beni materiali (e non l'amore!) per farlo stare tranquillo.
Viceversa, capita che un bambino ricordi il calore dei genitori anche quando non c'erano molti beni materiali e si facevano molti sacrifici per andare avanti. Nessun bambino biasimerà un genitore che fa del suo meglio per volergli bene: è preferibile un genitore un po' invadente che sbaglia per amore, piuttosto che un genitore che fa sentire indifferenza al figlio, che gli dà l'impressione di essere soltanto un peso, o ancora peggio, di essere nato per sbaglio!
Ma tutti sanno che la famiglia non è soltanto una comunità nella quale i genitori donano molto ai figli; anche i figli donano talmente tanto ai genitori da divenire, spesso, una delle loro principali ragioni di vita.
I figli, infatti, educano i genitori ad uscire da un amore "chiuso" ed esclusivo, quale potrebbe essere quello di una coppia senza figli. Talvolta le coppie sono delle isole, anche delle belle isole, ma non risultano essere capaci di apertura al loro esterno. Ci sono persone, le quali attendono spasmodicamente di incontrare una persona dell'altro sesso con cui condividere la vita e una volta trovatala, si annullano in un rapporto di coppia che basta a se stesso. Ora non voglio dire che la coppia non abbia anche bisogno, specialmente nei primi tempi della conoscenza, di vari momenti per isolarsi, per frequentarsi da soli, per nutrire il proprio amore in modo più intimo. Ma una coppia che taglia del tutto le relazioni con il resto del mondo, non vive il suo essere coppia come un progetto di amore donato da Dio per essere condiviso il più possibile, ma come una sorta di placenta che, quando si stacca (ad esempio i due si lasciano), rischia di trascinare i due nella disperazione. Ora, i figli, invece, "costringono" la coppia a guardare al di là di se stessa e talvolta questo fatto avviene in modo drammatico (malattie dei figli, problemi economici, gravi problemi di comportamento e turbe psicologiche nei figli, ecc.)
Il figlio è un bene prezioso perché rappresenta una prova di amore vivente, in quanto egli, nel suo stesso corpo, nei suoi tratti somatici, nel suo codice genetico, nasce come fusione di elementi che, provengono dal padre e di elementi che provengono dalla madre. Nessun gesto di amore fra l'uomo e la donna, neppure l'atto sessuale potrà essere così profondo ed intenso da unire l'uomo e la donna così a fondo come la nascita di un figlio. Nell'atto sessuale, infatti, c'è compenetrazione dei corpi, non una fusione, ma nei figli c'è proprio la prova vivente della avvenuta fusione dei corpi del padre e della madre, in quanto che, nelle membra dei figli, nel loro sangue, nel loro carattere, nel loro modo di essere, c'è qualcosa dell'uno e dell'altra contemporaneamente. L'atto sessuale, infatti, oltre ad essere una manifestazione dell'amore, prende specialmente senso dalla sua costitutiva apertura alla fecondità, che ne rappresenta il completamento più alto e la sua effettiva ragion d'essere. Chi ha amato intensamente una persona, sa bene che talvolta insorge il desiderio di fondersi con lei; questo è ancora più evidente quando si parla del desiderio di essere una cosa sola con Dio. Ecco, allora, che i figli sono proprio coloro che realizzano questa aspirazione ad essere una cosa sola con la persona amata.
Ma, non di rado, i figli, con il loro comportamento di obbedienza o di gratitudine nei confronti dei genitori; con il loro interesse per determinate esperienze (di tipo religioso, artistico, sportivo, culturale, ecc.), portano i genitori a scoprire tante cose belle, di cui, magari, essi non si erano mai resi conto in vita propria. Accade talvolta che dei genitori si riavvicinino alla fede, perché i bimbi vanno tanto volentieri alla Messa o al catechismo. Avviene che un genitore impari tutto sul nuoto, perché il bambino va a nuoto; che cominci a dipingere, perché il bambino segue il corso di pittura, che si interessi di musica, perché il bambino studia pianoforte o solfeggio. Spesso, poi, i genitori sono i primi e più grandi "tifosi" dei loro figli. Li ritrovi ai bordi del campo di calcio per sostenere i loro bambini, al saggio di danza per vederli volteggiare al ritmo della musica, sulle nevi di inverno, quando indossano le prime volte gli sci per iniziare una discesa.
La famiglia, dunque, è una interessante e fondamentale comunità in cui ci si educa e quanto più la famiglia è una comunità educante, tanto più la chiesa e la società possono da essa venire rinvigorite ed esse stesse possono offrire alla famiglia ciò di cui ha bisogno, specialmente quei beni, quei mezzi e quelle organizzazioni che richiedono molte persone, molta esperienza, molti mezzi, che una sola famiglia non potrebbe procurarsi da sé. Soprattutto, una famiglia educante ed educata fa la scoperta di essere parte di un qualcosa di più grande, che è tutta la famiglia umana e, in senso misterico­religioso il corpo di Cristo, di cui fanno parte quei componenti della famiglia che sono incorporati ad esso mediante il battesimo e, in modo attivo e consapevole, tutti quelli che vivono conformemente alla loro dignità di figli di Dio, seguendo il Vangelo di Cristo.
 
La famiglia immagine della Santissima Trinità.
 
La famiglia nasce dall'amore del Dio Trinità, anche se sarebbe assolutamente fuori luogo pensare la Trinità nei termini stretti di una famiglia. Una cosa, infatti, è la Santissima Trinità, un'altra la famiglia, un'altra ancora la Sacra Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria. Nella Trinità non esistono i genitori, ma il Padre che genera il Figlio. In essa non c'è una sessualità maschile e femminile, come
affermavano i miti pagani che presentavano gli dei e le dee. Il Dio Trinità è superiore alla sessualità. Egli ha creato la sessualità per l'uomo, non per se stesso. Si può dire, però, che la sessualità umana, l'essere cioè maschio e femmina dell'uomo, è stata creata per riprodurre, seppure in modo limitato, il fatto misterioso di Dio, che presenta contemporaneamente in sé l'unità di una medesima natura, quella divina e la diversità delle persone, Padre, Figlio e Spirito Santo. Allo stesso modo esiste una natura umana unica, specificata in due persone (uomo e donna) molto diverse fra loro. Giovanni della Croce, grande mistico carmelitano spagnolo del 1500, affermò, dopo i suoi incontri con Dio: "Ma quanto sono diversi il Padre e il Figlio!"
Fatta questa precisazione, è però interessante notare che cosa si può ritrovare nella famiglia del mistero della Santissima Trinità.
Innanzitutto la famiglia cerca di riprodurre il mistero della comunione del Dio Trinità.
Nel libro della Genesi (1,26-27), proprio nel racconto iniziale della creazione, si trova nel testo ebraico una espressione molto particolare. Dio dice: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza". Alcuni padri della chiesa hanno interpretato l'espressione dicendo che, anche se ancora non esisteva all'epoca la fede esplicita nel Dio Trinità, in questo brano è proprio la Trinità che parla. E continua: "....e Dio fece l'uomo a sua immagine, a somiglianza di Dio lo creò, maschio e femmina li creò". Per quanto il testo si riferisca specialmente al fatto che l'uomo è immagine e somiglianza di Dio in quanto signore del creato, tuttavia una possibile interpretazione legittima risulta essere la seguente: l'uomo è immagine e somiglianza di Dio in quanto uomo e donna, cioè nella comunione e complementarietà dell'uomo e della donna, quale si realizza soprattutto nella forma matrimoniale. E' ovvio che ciò non significa che i single e i consacrati non sono a immagine di Dio, ma vuol dire che proprio nella comunione della diversità sessuale, si ha una manifestazione tangibile del mistero della Trinità.
La Trinità infatti è un movimento di amore che unisce in perenne armonia il Padre e il Figlio mediante quello Spirito Santo che procede dall'uno e dell'altro. E' una comunione perfetta, non turbata dal male, la quale è tanto grande e tanto ricca, che desidera effondersi in un numero quasi illimitato di altri esseri. Per questo Dio decide di creare gli esseri umani a sua immagine e somiglianza e, nel fare questo, li costituisce capaci di fare anch'essi comunione, a partire proprio da quella comunione fondamentale che è l'unione di due sposi, da cui prendono vita tutti gli esseri umani.
La famiglia cerca di valorizzare le diversità presenti al suo interno e riconducendole, in certo modo, in unità, ad imitazione di quanto avviene, in modo perfetto, nella Santissima Trinità.
E' chiaro che stiamo parlando di una famiglia in cui tutti cerchino di vivere secondo il volere di Dio. In questo caso, i membri della famiglia portano ciascuno un contributo originale, così come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono diversi, ma svolgono ruoli diversi e complementari all'interno della vita trinitaria. E come la Trinità risulta essere unita da un unico intento, un unico spirito, un unico amore, la famiglia si sforza di armonizzare la propria diversità in una convivenza fatta di una valorizzazione reciproca. D'altra parte, però, è chiaro che la famiglia riuscirà a riprodurre solo in piccola parte quell'armonia che è presente perfetta nella Santissima Trinità. La famiglia è istituita mediante un sacramento, il matrimonio, che la conforma, in un certo grado, all'amore trinitario.
Laddove c'è un sacramento, c'è una partecipazione al mistero della Trinità. Sacramento del matrimonio significa che l'amore dei due sposi non è un amore lasciato a se stesso, ma un amore che affonda le radici nella vita stessa di Dio Trinità. E' Dio che per primo ama i due sposi e li chiama ad un cammino di coppia per poter vivere pienamente la loro vocazione cristiana. Nel sacramento del matrimonio i protagonisti sono tre: Dio, l'uomo e la donna. La chiesa è l'unica istituzione al mondo che ha il coraggio di proclamare attraverso la voce degli sposi: "Io accolgo te nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia... ". Il modello di coppia che il mondo propone è quello dello stare insieme "finché va" e l'idea che c'è dietro è quella di vivere una unione pienamente soddisfacente, mancando la quale, bisogna lasciarsi. La mentalità
corrente non accetta un matrimonio indissolubile. Esso sembra una cosa irraggiungibile ma, in realtà, ogni persona guarda però con ammirazione i coniugi che vivono tutta una vita insieme. Anche se è fuori di dubbio che l'animo umano è debole e pieno di contraddizioni o proprio perché è così, Dio viene incontro agli sposi dando il suo aiuto e facendoli partecipare attivamente al suo amore. E il bello del matrimonio cristiano è la condivisione fino in fondo dell'amore che Dio dà agli sposi, anche quando la vita si fa difficile, anche quando la vita di coppia richiede sacrifici e, perché no, un po' di eroismo.
Nella mentalità corrente, spesso si enfatizzano le difficoltà della vita coniugale, per cui girano discorsi del tipo "Ma chi te l'ha fatto fare di sposarti..." ma il valore di un matrimonio non si misura tanto dalla fortuna o dalla sfortuna dei due sposi, dal grado di gioia o di sofferenza che essi vivono, quanto dal fatto che essi si amino a tal punto da sopportare anche le avversità. Ed è chiaro che il sentimento non basta per un cristiano, ci vuole anche una ben precisa volontà di essere leale con il coniuge, di essergli fedele, di fare sacrifici per il suo bene, di rispettare la sua volontà quando è difforme dalla propria (cf Gaudium et Spes).
La preghiera, ad esempio, nella misura in cui gli sposi possono viverla singolarmente e assieme, è un'esperienza potente che può molto aiutare matrimoni in difficoltà e pregare, per una coppia, non significa altro che rituffarsi in quell'amore trinitario che è stato ed è tuttora sorgente del loro amore. Per concludere, bisogna ricordare quelle tante coppie che si sono amate e che si amano contente della loro scelta e anche le persone che sono ancora molto legate a coniugi ormai defunti. Anche se il sacramento del matrimonio dura "finché morte non vi separi" e non infinitamente, c'è più di una ragione per affermare che, in una forma nuova, sarà possibile per i coniugi vivere una tenerezza intensa fra loro anche quando compariranno splendenti e glorificati al cospetto di Dio.