Ambiente culturale e religioso del '500Umanesimo e Rinascimento
L’Umanesimo, che segnò la fine del Medioevo, portò l’uomo alla consapevolezza piena della propria individualità, che si manifestava con l’autonomia in campo socio-politico-economico e con la libertà di pensiero ed espressione in campo culturale-spirituale-religioso.
L’essenza dell’Umanesimo è nella precisa e icastica espressione di Publio Afro Terenzio, commediografo latino (190-160 a C) : ‘Homo sum: humani nihil a me alienum puto’ (Sono uomo: nulla, che sia umano, considero estraneo da me. Heautontimorumenos / Punitore di sé stesso/ V,25) Il Rinascimento esprime in pieno la rivalutazione della concezione dell’uomo nella mentalità e cultura greco - latina classica, vanificata, purtroppo, dall’assoluta potenza politica ed economica dell’impero da una parte, e dal formalismo religioso e dalla gerarchia ecclesiastica, dall’altra. |
Sant'Antonio Maria Zaccaria
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Manifestazione
L’uomo, mettendo a frutto le sue capacità, usando qualsiasi mezzo e legittimando ogni iniziativa, si esprime con tutte le forze, nei vari settori dell’attività: letteratura, arte, filosofia, economia, commercio, scienza, ricerca tecnica: quasi impossibile elencare la produzione.
- La nascita dei comuni mobilita sicuramente la popolazione: intraprendenza e attivismo, protagonismo e individualismo, incontrollata concorrenza e subdola corruzione, autonoma adesione alle verità religiose e piena libertà di comportamento, caratterizzano i rapporti tra le classi sociali e tra gli stessi cittadini.
- Entrano in crisi e messi in aperta discussione l’autorità dell’Impero e del Papato, i punti fermi e certi di riferimento del Medioevo. Alla supina accettazione delle loro direttive e dei loro insegnamenti, subentra, gradualmente, la consapevolezze delle personali capacità e la conseguente presunzione di poter percorrere qualunque strada, per soddisfare le proprie aspirazioni e realizzare le proprie ambizioni.
- La ragione umana è in grado, attraverso l’esperienza diretta, di dare risposta a ogni domanda, soddisfare la naturale tendenza dell’uomo all’avventura alla scoperta e all’invenzione. Solo la conoscenza, che offre immediata concretezza alla realtà, è vera: l’intuizione, i concetti che cercano di definire l’essenza delle cose attraverso il processo di astrazione, gli universali, sono semplici nomi, flatus vocis.
È il pensiero di Ockham (1280-13550): il concetto con il rispettivo vocabolo, che lo definisce, risulta vuoto di sostanza, capace, al più, di presentare una certa somiglianza tra gli oggetti: è pura espressione di nomi, di segni, di simboli, non certo di realtà.
Inevitabile l’esclusione dalla conoscenza razionale le verità accettate per fede: si nega la metafisica, l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio vengono messe in dubbio, il disorientamento è l’atmosfera che maggiormente si diffonde nell’ambiente religioso.
- Nell’etica domina un cieco volontarismo: l’uomo, reso schiavo del destino, prestabilito da una suprema, misteriosa, suprema volontà, non si rende conto, razionalmente, dei propri doveri.
Negato così il libero arbitrio, la morale è solo di convenienza, di opportunità, di semplice costume.
I sani insegnamenti del magistero sono vanificati dal comportamento dei prelati, divenuti funzionari di Stato e amministratori di proprietà, coinvolti facilmente nella corruzione: non sono maestri e pastori del gregge di Cristo. Il basso clero condivide la sorte del popolo minuto, vive nella miseria e nell’ignoranza.
- Conclusioni:
Il disorientamento nella filosofia e nella teologia, lo scetticismo nella conoscenza, il volontarismo morale, normalmente, si avvertono immediatamente negli ambienti culturali ma, capillarmente e in varia misura, penetrano in ogni campo dell’esistenza umana, sconvolgendo anche i rapporti familiari e sociali.
- La nascita dei comuni mobilita sicuramente la popolazione: intraprendenza e attivismo, protagonismo e individualismo, incontrollata concorrenza e subdola corruzione, autonoma adesione alle verità religiose e piena libertà di comportamento, caratterizzano i rapporti tra le classi sociali e tra gli stessi cittadini.
- Entrano in crisi e messi in aperta discussione l’autorità dell’Impero e del Papato, i punti fermi e certi di riferimento del Medioevo. Alla supina accettazione delle loro direttive e dei loro insegnamenti, subentra, gradualmente, la consapevolezze delle personali capacità e la conseguente presunzione di poter percorrere qualunque strada, per soddisfare le proprie aspirazioni e realizzare le proprie ambizioni.
- La ragione umana è in grado, attraverso l’esperienza diretta, di dare risposta a ogni domanda, soddisfare la naturale tendenza dell’uomo all’avventura alla scoperta e all’invenzione. Solo la conoscenza, che offre immediata concretezza alla realtà, è vera: l’intuizione, i concetti che cercano di definire l’essenza delle cose attraverso il processo di astrazione, gli universali, sono semplici nomi, flatus vocis.
È il pensiero di Ockham (1280-13550): il concetto con il rispettivo vocabolo, che lo definisce, risulta vuoto di sostanza, capace, al più, di presentare una certa somiglianza tra gli oggetti: è pura espressione di nomi, di segni, di simboli, non certo di realtà.
Inevitabile l’esclusione dalla conoscenza razionale le verità accettate per fede: si nega la metafisica, l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio vengono messe in dubbio, il disorientamento è l’atmosfera che maggiormente si diffonde nell’ambiente religioso.
- Nell’etica domina un cieco volontarismo: l’uomo, reso schiavo del destino, prestabilito da una suprema, misteriosa, suprema volontà, non si rende conto, razionalmente, dei propri doveri.
Negato così il libero arbitrio, la morale è solo di convenienza, di opportunità, di semplice costume.
I sani insegnamenti del magistero sono vanificati dal comportamento dei prelati, divenuti funzionari di Stato e amministratori di proprietà, coinvolti facilmente nella corruzione: non sono maestri e pastori del gregge di Cristo. Il basso clero condivide la sorte del popolo minuto, vive nella miseria e nell’ignoranza.
- Conclusioni:
Il disorientamento nella filosofia e nella teologia, lo scetticismo nella conoscenza, il volontarismo morale, normalmente, si avvertono immediatamente negli ambienti culturali ma, capillarmente e in varia misura, penetrano in ogni campo dell’esistenza umana, sconvolgendo anche i rapporti familiari e sociali.
Riforme: Ecclesia semper perficienda
Non sono mai mancati, nella storia della Chiesa, esponenti della Gerarchia e semplici fedeli del popolo, che, sollecitati dallo Spirito Santo, hanno cercato di introdurre riforme morali nella stessa Chiesa, nella famiglia, nell’economia, nella società e nella politica.
Diverse le correnti, nei secoli XIV-XVI, che cercano si sviluppare un umanesimo cristiano: creare una sintonia tra i principi della classicità e il messaggio evangelico. I primi Padri della Chiesa hanno tradotto e formulato la dottrina biblica nel linguaggio della cultura greco - latina, da cui provenivano e di cui erano nutriti, ricuperando i valori umani e universali della filosofia classica.
Diverse le correnti, nei secoli XIV-XVI, che cercano si sviluppare un umanesimo cristiano: creare una sintonia tra i principi della classicità e il messaggio evangelico. I primi Padri della Chiesa hanno tradotto e formulato la dottrina biblica nel linguaggio della cultura greco - latina, da cui provenivano e di cui erano nutriti, ricuperando i valori umani e universali della filosofia classica.
- Erasmo di Rotterdam (1466-1546), monaco agostiniano olandese, auspica la nascita di una teologia positiva, le cui basi siano la Bibbia e la Tradizione patristica, superando le strettoie formalistiche della Scolastica. Meditare con semplicità e amore la Sacra Scrittura e, in particolare, il Vangelo e le lettere di S. Paolo: si scopre Cristo vero Dio e vero uomo, modello universale di vita spirituale e morale.
- Lefévre d’Etaples Jacques (1455-1536). Nel 1498 pubblica in latino ‘Gerarchia celeste’, ‘La gerarchia ecclesiastica’, e ‘I nomi divini’ dello Pseudo-Areopagita con il sottotitolo ‘Teologia vivificante’. Divulga opuscoli pro recreatione piorum (ristoro delle anime pie). Alla fredda, intellettualistica, cultura scolastica contrappone la pietas puerilis (pietà infantile): per lui la Religione è vita più che disputa (Religio est magis vita quam disputatio).
- Briçonnet Guillaume (1472-1534). Cardinale e politico francese, vescovo di Maux, dove fondò un Circolo, aperto a teologi e devoti. La tipografia stallata permise la stampa del Nuovo Testamento, la traduzione di opere patristiche e di molti libi di devozione.
Movimenti riformatori
- Devotio moderna. Movimento di rinnovamento spirituale-religioso.
Promosso, nei Paesi Bassi, da Giovanni Ruysbroeck (1291-1385) e da Gerardo Groot (1340-1384), si diffuse nel centro-nord l’Europa.
Il termine ‘Devotio’ vuole richiamare l’intima unione del fedele con Dio attraverso la preghiera e la contemplazione; ‘moderna’ indica il nuovo rapporto di lavoro: non più limitato all’interno della comunità, del convento, ma aperto all’apostolato attivo.L’Imitazione di Cristo è il codice spirituale. Imitare Cristo, nella sua totalità, preghiera contemplativa e apostolato, la strada da percorrere, per recuperare la vita interiore e raggiungere la perfezione cristiana.
L’assoluta obbedienza di Cristo al Padre, sino alla morte di Croce, deve esprimere, nel cuore dell’uomo, la radicale liberazione da ogni forma di egoismo e la massima disponibilità a cooperare, in seno alla Chiesa cattolica romana (diversamente dai protestanti), alla salvezza dei figli di Dio e alla riforma dei costumi nella società, con opere di carità spirituale e corporale.
S. Paolo, il modello da seguire: in un mondo saturo di corruzione e di scetticismo, esorta con fermezza e vigore al rinnovamento spirituale di sé stesso e delle istituzioni, predicando Cristo Crocifisso.Meditazione, ascesi, esercizi e direzione spirituali, lettere, conferenze culturali e bibliche gli strumenti più adeguati per la riforma.
Il movimento si ramificò in 3 istituti: ‘Sorelle della vita comune’, dedite all’educazione delle fanciulle, ‘Fratelli della vita comune’, che armonizzavano preghiera e lavoro, durante la giornata, ‘Canonici di Windesheim’, che abbracciarono la Regola di Sant’Agostino.
- Divino Amore. Confraternita fondata da Ettore Vernazza, nel 1497, a Genova
Clero e laici intraprendono una riforma radicale della vita cristiana, ispirandosi alla spiritualità del Crocifisso di Santa Caterina Fieschi: meditazione, esame di coscienza e opere di misericordia.
S. Gaetano di Thiene, Giampietro Carafa, futuro Paolo IV, Contarini Seripando frequentavano l’oratorio romano del Divino Amore.
- Eterna Sapienza. Confraternita istituita a Milano, probabilmente, da Giovanni Antonio Bellotti, monaco agostiniano di Ravenna. Trasferito nell’Abbazia Sant’Antonio di Grenoble, Bellotti conobbe i reali di Francia, legati spiritualmente ai religiosi. Incontrò Carlo VIII, in viaggio verso l’Italia. In seguito fu inviato a Milano, per desiderio della Beata Giovanna di Valois, sorella di Carlo e moglie ripudiata di Luigi XII: voleva offrire un aiuto spirituale al Ducato di Milano, conquistato nel 1499.
Bellotti prese residenza presso il monastero agostiniano di S. Marta, dove era priora la Venerabile Arcangela Panigarola.
Aprì un oratorio, subito frequentato da laici e numerosi ecclesiastici: Massimiliano e Francesco II, duchi di Milano, Francesco I di Valois, Mons. Landini, suffraganeo del Card. Ippolito d’Este, Arcivescovo di Milano, Serafino da Fermo, Melchiorre Crivelli, inquisitore, vescovo di Tagaste, i futuri papi Leone X,
Pio IV e S. Pio V, Padre Battista Carioni di Crema, la Contessa Ludovica Torelli, Bartolomeo Ferrari, Giacomo Antonio Morigia, Antonio Maria Zaccaria.
Se la peste del 1524 decimò i confratelli, la morte dellaVenerabile Panigarola privò l’Eterna Sapienza del più prestigioso punto di riferimento.
Il passaggio poi del Ducato di Milano sotto il dominio spagnolo, dopo la confitta di Francesco I a Pavia (25 febbraio 1525), indusse fratelli francesi e i sostenitori della Francia ad abbandonare il cenacolo.
Alla morte del Bellotti, l’Eterna Sapienza passò sotto la direzione di Mons. Landini. E quando nel 1533, venne a mancare il Landini, la Confraternita probabilmente, si era sciolta o trasformata nei tre sodalizi zaccariani, Chierici, Angeliche, Coniugati di S. Paolo (cf. P. Mazenta).
La spiritualità del Gruppo era incentrata su Cristo, Maestro di vera dottrina e modello di vita morale, secondo lo spirito di S. Paolo, sulla Eucarestia e l’adorazione del Santissimo (le Quarantore).
Promosso, nei Paesi Bassi, da Giovanni Ruysbroeck (1291-1385) e da Gerardo Groot (1340-1384), si diffuse nel centro-nord l’Europa.
Il termine ‘Devotio’ vuole richiamare l’intima unione del fedele con Dio attraverso la preghiera e la contemplazione; ‘moderna’ indica il nuovo rapporto di lavoro: non più limitato all’interno della comunità, del convento, ma aperto all’apostolato attivo.L’Imitazione di Cristo è il codice spirituale. Imitare Cristo, nella sua totalità, preghiera contemplativa e apostolato, la strada da percorrere, per recuperare la vita interiore e raggiungere la perfezione cristiana.
L’assoluta obbedienza di Cristo al Padre, sino alla morte di Croce, deve esprimere, nel cuore dell’uomo, la radicale liberazione da ogni forma di egoismo e la massima disponibilità a cooperare, in seno alla Chiesa cattolica romana (diversamente dai protestanti), alla salvezza dei figli di Dio e alla riforma dei costumi nella società, con opere di carità spirituale e corporale.
S. Paolo, il modello da seguire: in un mondo saturo di corruzione e di scetticismo, esorta con fermezza e vigore al rinnovamento spirituale di sé stesso e delle istituzioni, predicando Cristo Crocifisso.Meditazione, ascesi, esercizi e direzione spirituali, lettere, conferenze culturali e bibliche gli strumenti più adeguati per la riforma.
Il movimento si ramificò in 3 istituti: ‘Sorelle della vita comune’, dedite all’educazione delle fanciulle, ‘Fratelli della vita comune’, che armonizzavano preghiera e lavoro, durante la giornata, ‘Canonici di Windesheim’, che abbracciarono la Regola di Sant’Agostino.
- Divino Amore. Confraternita fondata da Ettore Vernazza, nel 1497, a Genova
Clero e laici intraprendono una riforma radicale della vita cristiana, ispirandosi alla spiritualità del Crocifisso di Santa Caterina Fieschi: meditazione, esame di coscienza e opere di misericordia.
S. Gaetano di Thiene, Giampietro Carafa, futuro Paolo IV, Contarini Seripando frequentavano l’oratorio romano del Divino Amore.
- Eterna Sapienza. Confraternita istituita a Milano, probabilmente, da Giovanni Antonio Bellotti, monaco agostiniano di Ravenna. Trasferito nell’Abbazia Sant’Antonio di Grenoble, Bellotti conobbe i reali di Francia, legati spiritualmente ai religiosi. Incontrò Carlo VIII, in viaggio verso l’Italia. In seguito fu inviato a Milano, per desiderio della Beata Giovanna di Valois, sorella di Carlo e moglie ripudiata di Luigi XII: voleva offrire un aiuto spirituale al Ducato di Milano, conquistato nel 1499.
Bellotti prese residenza presso il monastero agostiniano di S. Marta, dove era priora la Venerabile Arcangela Panigarola.
Aprì un oratorio, subito frequentato da laici e numerosi ecclesiastici: Massimiliano e Francesco II, duchi di Milano, Francesco I di Valois, Mons. Landini, suffraganeo del Card. Ippolito d’Este, Arcivescovo di Milano, Serafino da Fermo, Melchiorre Crivelli, inquisitore, vescovo di Tagaste, i futuri papi Leone X,
Pio IV e S. Pio V, Padre Battista Carioni di Crema, la Contessa Ludovica Torelli, Bartolomeo Ferrari, Giacomo Antonio Morigia, Antonio Maria Zaccaria.
Se la peste del 1524 decimò i confratelli, la morte dellaVenerabile Panigarola privò l’Eterna Sapienza del più prestigioso punto di riferimento.
Il passaggio poi del Ducato di Milano sotto il dominio spagnolo, dopo la confitta di Francesco I a Pavia (25 febbraio 1525), indusse fratelli francesi e i sostenitori della Francia ad abbandonare il cenacolo.
Alla morte del Bellotti, l’Eterna Sapienza passò sotto la direzione di Mons. Landini. E quando nel 1533, venne a mancare il Landini, la Confraternita probabilmente, si era sciolta o trasformata nei tre sodalizi zaccariani, Chierici, Angeliche, Coniugati di S. Paolo (cf. P. Mazenta).
La spiritualità del Gruppo era incentrata su Cristo, Maestro di vera dottrina e modello di vita morale, secondo lo spirito di S. Paolo, sulla Eucarestia e l’adorazione del Santissimo (le Quarantore).
Riforma di ordini religiosi
Significativo, nel secolo XV, lo spettacolo di riforma degli Ordini religiosi, che cercano il ritorno alle origini. Osservanza domenicana con Giovanni Dominaci (1407); Osservanza francescana ad opera di S. Bernardino da Siena; Osservanza dei Serviti iniziata da Antonio da Siena (1411); Eremitani Agostiniani si organizzano in Congregazioni locali (Perugia,1419; Lombardia,1430); Gesuati, fondati da Giovanni Colombini nel 1367 sotto la regola benedettina, nel 1426 adottano la regola di S. Agostino; i Minimi di S. Francesco di Paola, si danno una regola severissima (penitenza e umiltà a servizio della carità. 1474).
Nel 1505 la Congregazione Benedettina di Santa Giustina di Padova, sorta nel 1417, si unisce all’abbazia di Montecassino.
Nel 1505 la Congregazione Benedettina di Santa Giustina di Padova, sorta nel 1417, si unisce all’abbazia di Montecassino.
Gerarchia e riforma
‘Ecclesia, in proprio sinu peccatores complectens, sancta et simul semper perficienda’ (la Chiesa, che comprende peccatori nel suo seno, è santa e insieme sempre bisognosa di purificazione).
Si esprime così la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium (I,8), senza la pretesa di essere stata originale e innovativa (21-XI-1964). La connotazione del Qohel ‘Nihil sub sole novum’ (Niente di nuovo sotto il sole. I,10) è sempre attuale non perde mai la sua validità.
Già nel 1536 Paolo III aveva istituito una commissione di 9 persone, con l’incarico di preparare un progetto di riforma da discutere nel Concilio di Mantova. Il 9 marzo 1537 la commissione presentava al Pontefice il Consilium de emendanda Ecclesia. Il concilio fu aperto solo nel 1545 a Trento. Sospeso nel 1547, fu riconvocato a Bologna, per riaprirsi, dopo una sospensione, a Trento (1551-1552). Fu ripreso e concluso dieci anno dopo (1562-1563), avendo trattato ampiamente sia le questioni dogmatiche su Tradizione, Magistero e Sacramenti, per rispondere alla riforma protestante, sia la riforma della disciplina ecclesiastica, nonché la formazione sacerdotale e religiosa.
Si esprime così la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium (I,8), senza la pretesa di essere stata originale e innovativa (21-XI-1964). La connotazione del Qohel ‘Nihil sub sole novum’ (Niente di nuovo sotto il sole. I,10) è sempre attuale non perde mai la sua validità.
Già nel 1536 Paolo III aveva istituito una commissione di 9 persone, con l’incarico di preparare un progetto di riforma da discutere nel Concilio di Mantova. Il 9 marzo 1537 la commissione presentava al Pontefice il Consilium de emendanda Ecclesia. Il concilio fu aperto solo nel 1545 a Trento. Sospeso nel 1547, fu riconvocato a Bologna, per riaprirsi, dopo una sospensione, a Trento (1551-1552). Fu ripreso e concluso dieci anno dopo (1562-1563), avendo trattato ampiamente sia le questioni dogmatiche su Tradizione, Magistero e Sacramenti, per rispondere alla riforma protestante, sia la riforma della disciplina ecclesiastica, nonché la formazione sacerdotale e religiosa.
Nascita della Congregazione dei Barnabiti
In questa atmosfera di riforme, diffusa in ogni ambiente, laico ed ecclesiastico, nei secoli XV-XVI, nasce l’Ordine o la Congregazione dei Chierici Regolari di S. Paolo, detti Barnabiti.
Il Fondatore, Sant’Antonio Maria Zaccaria, indica però una precisa prospettiva alla riforma (clicca qui per approfondire il carisma specifico zaccariano).
Il Fondatore, Sant’Antonio Maria Zaccaria, indica però una precisa prospettiva alla riforma (clicca qui per approfondire il carisma specifico zaccariano).
(Per maggiori informazioni sulla storia e sui Barnabiti si rimanda al centro studi storici dei Barnabiti)

